Post Match - Cos'è successo nel blackout di Roma-Inter?

12/01/2021 10:29

LAROMA24.IT (Mirko Bussi) – Conosci i tuoi limiti. E superali. Dice un adagio, di quelli scritti in riva al mare preoccupandosi solo che la spuma dell’onda non superi la soglia del malleolo e senza aver notizia del caos che c’è qui in città. Facile a dirsi, molto meno a farsi. Come semplice può risultare scoprire i flussi di gioco dell’, decisamente meno è ostacolarli. L’aveva (pre)detto Fonseca in conferenza stampa alla vigilia di Roma-, durante cui i giallorossi hanno vissuto, e stavolta arginato nel punteggio finale, un altro blackout. Mezz’ora per gli interisti, 20 minuti scarsi nel racconto romanista. L’effettiva durata può essere un dato accessorio, scoprire il motivo che scatena il cortocircuito sarebbe invece capitale.

Dall’intervallo riemerge, in modo quasi violento, l’ e le ripetizioni forsennate a cui la sottopone , con una serie di giocate prestampate che, tuttavia, quando trovano tempi e modi d’esecuzione assumono contorni letali. Prima di guardarsi dentro, infatti, è necessario considerare il merito dell’avversario, programmato, e stipendiato, per vincere, seppur non possa esser ammesso pubblicamente.

La strategia elaborata nello spogliatoio degli ospiti dell’Olimpico domenica è minuziosa e quasi rivelatrice delle debolezze scovate da nella Roma. Il piano è il seguente: prima costruzione con 4 giocatori e non più con gli atavici 3, a rendere innocue le già fragili, per natura e caratteristiche individuali, prime pressioni dei giocatori più offensivi della Roma. Brozovic utilizzato come esca per allontanare e disinnescare la ferocia di Veretout, che gli aveva dato la caccia per tutto il primo tempo. Sviluppo sul lato sinistro, sovraccaricato per isolare Hakimi lasciato in massima ampiezza opposta, ricerca della rifinitura centralmente, zona già svuotata in precedenza dal controllo del numero 17 romanista, per poi finire proprio dalla fuoriserie pagata al 40 milioni di euro in estate.
Avviene
tre volte in meno di 10 minuti, tra il 54’ e il 63’: ne nasce il contestato angolo dell’1-1, una situazione arginata da Spinazzola e il transitorio 1-2.

Possono ruotare gli interpreti ma la sostanza rimane invariata: Bastoni prima aveva ricevuto già in posizione offensiva, per via della conduzione di De Vrij, qui sotto lo fa dentro la propria metà campo. Gli spazi, o gli half spaces come vengono indicati per darsi un tono, ai lati di Villar diventano terra di conquista per una delle punte o le mezzali dell’. Lo sfogo finale dell’azione è sempre su Hakimi, tenuto appositamente in massima ampiezza.

La sapiente capacità con palla di Villar non è, ancora, completata da posizionamenti difensivi di altrettanto valore. Così lo spagnolo, già rimasto solo a presidiare lo spazio tra le linee per gli avversari, si lascia attirare dal pallone finendo per denudare ancor di più la preziosa zona di rifinitura centrale. Infine, le capacità di Hakimi sono spianate dall’atteggiamento difensivo di Spinazzola che mantiene quasi una distanza reverenziale.

Il blackout devastante registrato con e Atalanta, contro l’ è stato risolto in tempo, con la Roma capace di riappropriarsi del dorso della partita e di parte del bottino finale. Il punto d’equilibrio da trovare nel percorso della Roma sembra proprio in questi momenti: nel saper contenere i danni e far passare la nottata, quando sono gli altri a prendere il sopravvento sullo scorrere degli eventi. O addirittura, ma si può scivolare sull’utopia, di ingigantirsi al punto di monopolizzarli.
Conosci i tuoi limiti. E lavora per superarli, forse suona meglio.