"Ripicche, capricci e la società mi ha lasciato solo"

04/03/2011 10:36



Il problema era e resta la società: un rinnovo contrattuale promesso e mai arrivato. «Non è stato possibile, ma l’investitura sul mio futuro sarebbe stato un segnale: quando 20 persone sanno che sei in bilico è difficile mantenere l’armonia». Nessun dubbio su quali siano state le cause del naufragio. «Le troppe voci, le false notizie: arriva Angelini, poi Angelucci, o gli americani. Eppoi ci sono state reazioni che andavano punite: calci a borse, musi lunghi, labiali in diretta tv. Non è accaduto e si è fornito il lasciapassare per l’anarchia. ? Non abbiamo mai litigato, Francesco è la bandiera della Roma e nello spogliatoio è più solo di quanto non appaia». Su Borriello. «Voleva giocare sempre anche quando era stanco». E Pizarro: «L’ho difeso e cercato di parlargli, ma lui non mi guardava mai in faccia». Quindi la preparazione. «Capanna è un luminare, il problema è che correvano sempre gli stessi. La squadra adesso non ha bisogno di altri alibi». E la nota positiva: Burdisso. «Bellissimo, lui non si nasconde e ti guarda sempre negli occhi...». Messaggio chiaro.