24/04/2026 18:05
LAROMA24.IT - Le campane hanno iniziato a suonare nel pomeriggio di ieri e parevano annunciare l'imminente caduta di Claudio Ranieri, figura apicale eletta a furor di popolo nella scorsa primavera. Scaduto il mandato da allenatore d'emergenza, il 1 luglio veniva nominato "senior advisor" del Gruppo Friedkin. In sostanza, visti i vuoti nell'organigramma romanista sarebbe diventato il punto di riferimento, almeno calcistico, della proprietà a Roma. Neanche un anno dopo e pare già destinato a cadere, o a lasciarsi cadere, in seguito al cortocircuito, divenuto pubblico di recente, con Gasperini. Con lui, a quanto raccontano le cronache, scivolerà via anche Massara, nominato direttore sportivo il giugno scorso e in successione di Ghisolfi, pure lui sopravvissuto appena un anno. Il ruolo di Ceo, invece, risulta tuttora vacante dal settembre 2024. Ripensare al triennio di Tiago Pinto, in carica dal gennaio 2021 al febbraio del 2024 non senza forti perturbazioni, appare quasi utopico.
La Roma, escluso quel triennio per la quasi totalità condiviso con Mourinho, non pare più in grado di darsi, o ancor meglio sostenere, una struttura duratura. Un caso che non ha paragoni neanche in Serie A, dove la vita sportiva, in particolar modo degli allenatori, è relativamente breve, almeno in confronto al resto dell'Europa. Scivolando l'indice tra le varie squadre italiane, in tutti gli organigrammi figura almeno un riferimento, che sia Ceo, gli ex amministratori delegati, direttori generali o sportivi, che propongano un percorso di continuità. Partendo in ordine alfabetico, dall'Atalanta che a Roma risuona spesso come riferimento di recente, con Luca Percassi che, nonostante il cambio di proprietà, è Ceo del club dal 2010 mentre il ds D'Amico è dal 2022 alla direzione sportiva. La stessa data che riporta sul proprio contratto di assunzione sia Sartori che Di Vaio, braccia operative del Bologna, amministrato dal 2014 dall'ex romanista Fenucci. Al Cagliari, Carlo Latte è Ceo dal 2017 mentre dal 2024 c'è Melis come direttore generale, protagonista di una scalata nel club dov'è arrivato nel 2018. Al Como se il Ceo è datato 2023, fin dall'arrivo degli Hartono, nel 2019, il ds è Ludi. Alla Cremonese Armenia e Giacchetta, dg e ds, sono in carica rispettivamente dal 2018 e dal 2021. Alla Fiorentina, scombussolata inevitabilmente dalla scomparsa di Commisso, Mark Stephan è Ceo fin dal 2019 e Paratici ha di recente raccolto l'eredità di Pradé, rimasto comunque in sella 6 anni. Al Genoa il board è assegnato a Ceballos, in carica dall'arrivo della precedente proprietà nel 2021, con Diego Lopez che è diventato ds lo scorso settembre sostituendo Ottolini, passato alla Juventus, e rimasto in carica un triennio. Proprio la Juventus appare l'unico caso paragonabile alla Roma per volatilità della struttura: Ottolini ha infatti sostituito Giuntoli che dopo un biennio ha lasciato l'incarico di direttore sportivo, con in mezzo cambi di allenatore plurimi. Dallo scorso novembre il Ceo è Comolli che comunque prendeva il posto di Scanavino che aveva completato il suo ciclo triennale.
Strutture gestite più "tradizionalmente" sono quelle di Lazio e Torino, in cui la direzione strategica è espressione diretta del proprio presidente, entrambi in carica da oltre vent'anni. E comunque per tempo legati allo stesso direttore sportivo: da una parte prima di Fabiani, nominato ds nel 2023, c'era stato Tare per 14 anni. Dall'altra Vagnati, per 5 anni alla direzione sportiva del Torino, è stato sostituito da Petrachi, con già 9 anni di Torino sul curriculum tra il 2010 e il 2019. Anche al Napoli l'impronta di De Laurentiis è marcata: Manna, ds dal 2024, ha preso il posto di Meluso durato appena un anno ma prima di lui Giuntoli era stato alla direzione sportiva del club per 8 stagioni. Il direttore generale ora è Bianchini, già nella struttura del Napoli dal 2022 quando arrivò come CRO (Chief Revenue Officer).
All'Inter, nonostante i cambi di proprietà, la struttura dirigenziale è monolitica: Marotta, oggi Ceo e presidente, è nel club dal 2018, Ausilio addirittura dal 2014. Al Milan l'arrivo di Tare la scorsa estate ha affiancato Moncada, capo dell'area sportiva, già presente dal 2023. Furlani, dal dicembre del 2022, mantiene la carica di Ceo rossonero. Al Parma il Ceo è di recente nomina, Cherubini da poco più di un anno, ma il ds è Pederzoli fin dal 2021. All'Udinese la recente ristrutturazione, con Nani nominato Group Technical Director dopo anni di collaborazione dei Pozzo, è stato affiancato da Inler come responsabile dell'area tecnica ma sotto la gestione di Collavino, direttore generale del club dal 2009. La figura di Carnevale personifica il Sassuolo fin dal 2014, anno in cui fu nominato amministratore delegato, al Verona Sogliano è ds dal 2022. Nel Lecce il responsabile dell'area tecnica è Corvino dal 2020. Al Pisa, ultima rimasta, 3 giorni fa è stato nominato Gabanelli come nuovo direttore sportivo, dopo il triennio passato con Stefanelli. Il ceo, comunque, rimane Corrado, figlio del co-proprietario che mantiene ancora il 25% del club, dopo l'acquisizione nel 2016. Alla Roma, considerando il prossimo rimpasto societario, rimarrà Gasperini come più longevo, in carica dal giugno del 2025. Che a fine maggio, neanche un anno fa, era seduto al tavolo del resort dei Friedkin in Toscana insieme a Ranieri, con Ghisolfi ancora direttore sportivo ufficialmente.
LE FIGURE DIRIGENZIALI DEI CLUB DI SERIE A CON LA LORO DURATA:
Atalanta: Luca Percassi (ceo, dal 2010). Tony D’Amico (ds, dal maggio 2022)
Bologna: Fenucci (ceo, dal 2014). Sartori (responsabile area tecnica, dal maggio 2022). Di Vaio ds dal giugno 2022
Cagliari: Carlo Catte (ceo, dal 2017). Melis dg dal 2024, è nel club dal 2018. Angelozzi (ds dal giugno 2025, succede a Bonato che era stato al club quasi 3 anni, dal novembre 2022)
Como: Terrazzani (ceo, dal dicembre 2023). Ludi (ds dal maggio 2019, quando arrivano gli Hartono)
Cremonese: Armenia (dg, dal giugno 2018). Giacchetta (ds dal 2021)
Fiorentina: Mark E. Stephan (ceo, dal 2019, quando arrivò Commisso). Paratici (ds dal febbraio 2026, prima c’era stato Pradè dal 2019 al 2025)
Genoa: Andres Blazquez Ceballos (ceo dal 2021, quando arrivò 777 Partners). Diego Lopez (ds dal novembre 2025, prima Ottolini ds dal 2022 al 2025)
Verona: Zanzi (ceo dal 2025, dopo cambio di proprietà). Sogliano (ds, dal 2022)
Inter: Marotta (ceo dal 2024, all’Inter dal 2018). Ausilio (ds dal febbraio 2014)
Juventus: Comolli (ceo dal novembre 2025, prima Scanavino per un triennio). Ottolini (ds dal gennaio 2026, dal 2023 al 2025 Giuntoli)
Lazio: Lotito (presidente dal luglio 2004), Fabiani (ds dal 2023, prima Tare dal 2009 al 2023)
Lecce: Mencucci (ceo dal maggio 2022), Corvino (responsabile area tecnica dal 2020)
Milan: Furlani (ceo dal dicembre 2022), Tare (ds dal 2025, con lui Moncada capo dell’area sportiva dal 2023)
Napoli: Bianchini (dg dal 2025, dal 2022 come CRO). Manna (ds dal 2024, prima Meluso per un anno e prima ancora Giuntoli per 8 anni)
Parma: Cherubini (ceo dal 2025), Pederzoli (ds dal 2021)
Pisa: Corrado (ceo, figlio del co-proprietario che detiene il 25%), Gabbanini (ds annunciato 3 giorni fa, dopo il triennio Stefanelli, dal 2023)
Roma: ceo (vacante da Souloukou, dal settembre 2024), ds Massara (dal giugno 2025, prima Ghisolfi un anno in carica)
Sassuolo: Carnevali (ceo dal 2014), Palmieri (ds dal 2024, all’interno della struttura dal 2015 come responsabile settore giovanile). Prima c’era stato Giovanni Rossi per 6 anni (dal 2018 al 2024)
Torino: Cairo (presidente dal 2005). Petrachi (ds dal 2025, rientrando dopo esperienza di 9 anni, dal 2010 al 2019, nel frattempo dal 2020 al 2025 Vagnati)
Udinese: Collavino (dg dal 2009). Nani (Group Technical Director dal 2024, collaboratore per anni dei Pozzo, prima anche al Watford). Inler responsabile area tecnica dal 2024