Su misura per Gasperini: 6 nomi (di fantasia) per il mercato della Roma (VIDEO)

30/06/2026 11:39

LAROMA24.IT - Il 29 giugno, mentre a Roma è tutto fermo, o quasi, da calendario, quest'anno scatta la fiera dei sogni. 64 giorni da vivere come un rafting, nel miglior spin-off autoprodotto del calcio, con un migliaio di ore, sulle 1156 disponibili nel lasso di tempo, che ci vedranno scrollare, aggiornare, domandare, millantare, per rispondere alla domanda catartica: chi pijamo?

Il consiglio è quello di tenersi costantemente idratati, così da rendere più facile la deglutizione del periodo che toccherà, inevitabilmente, tutti i tasti conosciuti dell'umore umano. Qui di seguito, invece, nessuna notizia di calciomercato, neanche un indizio o un "fanno sapere", soltanto uno sforzo di immaginazione che ha portato a 6 nomi, alcuni alternativi tra loro, che potrebbero incastrarsi adeguatamente alle necessità di Gasperini. Utili ad inquadrare i filtri di ricerca impostati sul mercato della Roma, magari a conoscere o approfondire nuovi giocatori o ancora, al peggio, far scorrere 11 minuti di quel countdown verso il 1 settembre.

Regole, autoimposte, del gioco: giocatori non accostati alla Roma, almeno non recentemente o in maniera assidua, 10 milioni la valutazione massima (per reclami: info@transfermarkt.it) per la ricerca di un difensore, 15 per un esterno sinistro, entrambi con un tetto salariale di 1,5 milioni di ingaggio netto. Poi 20 milioni per un mediano e 25 per l'esterno/trequartista offensivo, qui con 3 milioni di stipendio netto annui, per rendere la ricerca più adeguata ad una squadra che, dopo 7 anni, tornerà a giocare la Champions League. Sudamerica, in Brasile, oltre all'Europa, dal nord fino a scendere per Inghilterra, Germania e Francia: le tappe della ricerca non prevedono soste in Italia un po' per non parlare di giocatori che, più o meno, già si conosce, un po' per i costi che rendono spesso meno convenienti i movimenti all'interno della Serie A. Un ultimo aspetto, come non bastasse: nessuno di questi deve essere impegnato ai Mondiali, così da essere impermeabile all'inevitabile inflazione.

DIFESA - Con la porta a Svilar a cui, per meriti acquisiti, si potrebbe anche demandare la scelta sul completamento dell'organico di ruolo, la ricerca parte da un difensore centrale. Il pacchetto romanista, confermato interamente, ad oggi non sembra prossimo ad interventi particolari. Mancini, Ndicka ed Hermoso paiono destinati a restare al loro posto e consentire a Gasperini di ripartire da un sistema di sorveglianza già rodato. Qualcosa potrebbe cambiare nelle caselle alternative, con Ghilardi che ha raccolto qualche soddisfazione in più rispetto a Ziolkowski durante il percorso stagionale.

Il profilo ricercato, dunque, è quello tra i più ambiti a livello internazionale: under 23, dagli ampi margini di sviluppo, con struttura e predisposizione naturale adatte al duello anche su distanze generose. Per complicarla ulteriormente, di piede sinistro visto che l'unico del genere a disposizione, Hermoso, è anche quello più avanti con l'età. Risultato: Robert Renan (nella foto di gruppo, al centro della colonna di destra) centrale brasiliano classe 2003 attualmente al Vasco da Gama, in prestito dallo Zenit. Valore dichiarato su Transfermarkt: 10 milioni di euro, in realtà l'opzione di riscatto, che i brasiliani non sembrano in grado di saldare, è di 8 milioni di euro. Un mese fa, circa, il prestito, inizialmente accordato al 30 giugno, è stato allungato fino a fine 2026 ma i russi vengono descritti in cerca di una soluzione definitiva. Il ritorno in Brasile, se non altro, è servito a ridar vigore a quel talento che giusto un paio d'anni fa risultava accecante e che, invece, ha preso percorsi contorti. Solo questo, infatti, lo rende ancora accessibile a prezzi ragionevoli, con uno stipendio intorno al milione di euro. Lo Zenit lo prende dopo una manciata di partite nel calcio dei grandi al Corinthians, passa poi dai prestiti all'Internacional, dove un rigore sbagliato, in scavetto, gli aveva creato intorno un clima insostenibile, spingendolo a traslocare di corsa in Arabia Saudita, all'Al-Shabab. Dallo scorso anno, poi, di nuovo in Brasile, ancora in prestito, al Vasco da Gama che nel frattempo è diventata la squadra dove ha totalizzato il maggior numero di presenze.

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186 centimetri di struttura che resiste facilmente ai venti dei duelli in campo aperto, ben equipaggiato da elementi di forza che lo rendono particolarmente efficace anche in contese aeree. Completano il quadro, da ideale centro sinistra in una difesa a 3, la predisposizione a difendere in avanti, il gusto nella ricerca dell'anticipo e una naturalezza col pallone tra i piedi che gli predicono, in prospettiva, un tasso elevato di rivendibilità. Sa scartare pressioni, scovare passaggi chiave e, soprattutto, giocare sul lungo con cambi di gioco diagonali che possono trovare facile applicazione in un contesto come quello della Roma di Gasperini. Oltre ad una verifica in campo europeo, Robert Renan per appropriarsi completamente del futuro che gli veniva prospettato dovrebbe ispessirsi in alcuni duelli, soprattutto immaginandolo contro avversari più spigolosi fisicamente come si trovano da quest'altra parte dell'Oceano. Non è, oggi, un brutale marcatore come i più canonici della tradizione di Gasperini. Ma l'attuale affidabilità del reparto gli consentirebbe tempi di adattamento più dilatati, abbastanza per riprendere in mano il tempo perduto.

ESTERNO - Qualunque sia la collocazione di Wesley nei campetti appesi negli uffici di Trigoria, a destra com'era nelle previsioni iniziali o a sinistra come si è poi facilmente riadattato, al conteggio degli esterni manca principalmente un mancino. Celik e Rensch, infatti, ridondano le disponibilità sul lato destro mentre l'ultima stagione di Angelino e il prestito fallimentare di Tsimikas rendono più urgente la ricerca di un rintocco sul lato sinistro.

Le ipotesi, qui, si dividono in due a seconda del profilo ricercato: un simil-Wesley come può essere catalogato Pedro Henrique, terzino sinistro che fa parte della gioielleria sudamericana dello Shakhtar. Un anno più grande del connazionale romanista, conformazione fisica paragonabile, 1,77 d'altezza, con meno ecletticità offensiva e più linearità "da terzino" ma un sinistro capace di ricamare su misura che nella frequenza con cui la Roma guadagna zone di rifinitura esterne può trovare facile esaltazione. Come Wesley, poi, non difende per stazza ma risulta fastidioso per l'aggressività con cui sa scagliarsi in pressione sugli avversari. Impressionante la capacità di accelerazione che, combinata all'utilizzo di finte di corpo, gli fanno guadagnare spesso vantaggi negli uno contro uno. 8 milioni di euro la valutazione che ne dà Transfermarkt, meno di quanto costò alla Roma Salah Eddine dal Twente.

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L'altra strada, invece, porta ad alzare i connotati di peso e altezza medi della squadra. Un profilo su misura per i canoni di Gasperini come quello del tedesco Tom Rothe (in basso a sinistra nella foto), passato per il Dortmund e due anni fa acquistato dall'Union Berlino per 5 milioni di euro. Il suo valore, a dar retta a Transfermarkt, si è ora raddoppiato. Classe 2004, i 193 centimetri lo hanno fatto alternare, inizialmente, tra ruoli più centrali e quello di terzino, fino a installarsi definitivamente da quinto nell'ultima stagione da 21 presenze e 2 gol. Qui nessun ricamo o volteggio con sottofondi carioca, tutta la rinomata efficienza tedesca che avanza e calpesta ciò che incontra senza preoccuparsi troppo di evitarlo. Un piede ampio e una forza fisica che viene facile immaginare a chiudere i cross provenienti dal lato opposto, come si è visto già quest'anno. Rispetto a Pedro Henrique, com'è facile intuire, si muove meno a proprio agio negli spazi stretti ma sa piegare il campo in transizione. Un anno fa soltanto Hato, tra gli Under 21, aveva più duelli aerei vinti rispetto a Rothe che quest'anno è stato secondo nella classifica degli Under 21 con più intercetti in Europa, 2,2 a partita, dietro a Chema Andrés dello Stoccarda. Stipendio attorno al milione di euro che lo rende un investimento particolarmente appetibile.

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CENTROCAMPISTA - La doppia via è necessaria anche a dipanare i dubbi sulla mediana. Un conto, infatti, è voler rinfoltire il reparto con un giocatore che completi la rosa e magari offra future possibilità di plusvalenza, un altro è dover trovare una pedina cardine dello scacchiere come potrebbe essere necessario in caso di cessione di Manu Koné.

Alla prima necessità risponde a sufficienza Jens Hjerto-Dahl, interminabile centrocampista norvegese del Tromsoe. Di quei numeri 6 che oggi vanno a ruba nel panorama europeo, capaci di allungare il proprio operato un po' su tutti i metri quadrati del campo: 194 centimetri che gli fanno dominare il gioco aereo ma che non causano perturbazioni nella gestione del pallone. I primi passi, inevitabilmente, necessitano di tempi e spazi per la messa in moto, nonostante sappia comunque districarsi sotto pressione anche grazie ad un utilizzo, non ancora pieno, degli alettoni di dotazione. I principi del Tromsoe sono perlopiù posizionali, così Hjerto-Dahl finisce spesso per abbassarsi in costruzione, gestire comodamente il possesso prima di pescare tra il suo set di giocate verticali, dove spicca la precisione sul lungo. Prodotto ormai tipico del mobilificio calcistico nordico, la valutazione di Hjerto-Dahl si tiene ancora all'interno dei 10 milioni di euro nonostante le prime voci di interessamenti, più insistenti, da Southampton e Rangers. Il grafico pare destinato a crescere rapidamente, anche perché il classe 2005 ha aumentato il fatturato realizzativo: 4 gol e 7 assist in 30 presenze nel campionato passato, già 5 reti e 2 passaggi decisivi in 12 gare dell'attuale Eliteserien. Quel passo lungo e inesorabile, ormai, ha varcato anche le porte dell'area avversaria.

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Seppur Hjerto-Dahl lasci un aroma che stimola a sufficienza i ricettori sensoriali, l'eventuale partenza di uno dei più utilizzati nella passata stagione richiederebbe un calciatore dall'innesco immediato. Come sarebbe Lesley Ugochukwu, colosso francese di 190 centimetri del 2004 ma già rodato tra Ligue 1 e Premier League con quasi 150 presenze da professionista. Un anno fa il Burnley lo ha prelevato dal Chelsea per 28 milioni e nonostante una stagione densa di significati, con 3 reti in 35 presenze, la retrocessione della squadra del Lancashire lo rovescia inevitabilmente sul mercato. Cresciuto nella straordinaria filiera del Rennes, presto ingaggiato dal Chelsea che l'ha prestato al Southampton prima di cederlo definitivamente un anno fa, oggi Ugochukwu avrebbe costi decisamente più impegnativi rispetto a quanto elencato finora: 22 milioni la valutazione di Transfermarkt, per un ingaggio attuale da 2,7 milioni. Con quel prezzo, però, la Roma acquisterebbe un centrocampista mastodontico, in grado di fagocitare qualunque elemento nei paraggi e riconvertirlo in materia utile all'organismo, senza particolari vezzi artistici.

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ATTACCANTE - Si arriva dunque al punto chiave, l'elemento ricercato ossessivamente da ormai un anno: l'esterno offensivo, o trequartista che dir si voglia, che converga da sinistra, dunque di piede destro, in grado di alzare il tasso di pericolosità offensiva. La ricerca, in questo caso, è stata inevitabilmente influenzata dagli iniziali sviluppi di mercato che raccontano della passione romanista per Greenwood. Quindi se la parte grossa dell'investimento verrà destinata al contraltare di destra, sulla sinistra l'idea è di cercare un giocatore con caratteristiche differenti e costi più contenuti come da premessa iniziale. Quasi più un centrocampista offensivo che un'ala, un rifinitore più che un dribblomane incallito, un creativo più che un generatore di caos. Un po' come quest'anno è stato usato Pellegrini o in passato la versione ultratrentenne di Gomez, Malinovskyi e Pasalic, non più dunque un Lookman, in quel sistema di pesi e contropesi che si rende necessario nella ricerca dell'equilibrio. Messe a sistema queste elucubrazioni, la scelta è ricaduta su Hákon Arnar Haraldsson, islandese targato 2003 e arma contundente del Lille con cui nell'ultima stagione ha fatturato 8 gol e 3 assist in 32 presenze. Piede destro, utilizzato maggiormente in ampiezza nelle due stagioni precedenti al Lille e accentrato nell'ultima dietro un attaccante come Fernandez Pardo, altra vecchia conoscenza dei rotocalchi di calciomercato romanista, più che Giroud.

Haraldsson è un coltellino svizzero che sa muoversi tra le pieghe della struttura avversaria, sa ricevere in posizioni dolorose per l'avversario, resistere alla pressione nonostante una struttura nella norma (1,78 d'altezza) e poi sfoggiare una strumentistica decisamente ampia tra conduzioni, rifiniture e scarti, più che dribbling, per aprirsi varchi decisivi per assist o conclusioni. Ha un dominio del pallone nordico, senza orpelli, che gli forniscono una tecnica estremamente applicata: tutto ciò che fa è finalizzato all'efficienza, al risultato. La sua natura da centrocampista dinamico lo rende partecipativo anche in non possesso, un aspetto che in un tridente immaginario con Malen e Greenwood dovrebbe avere un peso nella scelta per rendere sostenibili le teorie di Gasperini. È rapido ed elettrico nei primi controlli, pur facendo fin troppo poco affidamento sul piede debole, arriva spesso in area per la sua mobilità anche senza palla. Difficilmente si rimarrà folgorati da conclusioni dalla distanza o gesti da hit-parade. Ma è tutto, tremendamente, utile. Ad un prezzo, ancora oggi, accessibile: 25 milioni di euro secondo Transfermarkt, 10 in più di quanti ne pagò il Lille al Copenhagen 3 anni fa.

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