14/07/2009 19:44
«Non c'è stato certo un percorso virtuoso quello delle società italiane quotate in Borsa, questo è evidente. D'altronde se sono solo tre (Juve, Roma e Lazio) in tredici anni ci sarà un motivo». Il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, sposa la tesi del presidente della Consob, Lamberto Cardia, che ieri aveva dichiarato di ritenere un errore la quotazione delle società calcistiche in Borsa. «Gli stadi di proprietà e la patrimonializzazione - ha aggiunto Abete, al termine del consiglio federale - Sono necessari e fondamentali per una maggiore stabilità del titolo. Il presidente Cardia ha perfettamente ragione a ritenere un errore la quotazione in Borsa dei club, che senza questi due fattori restano esposti a rischi troppo grandi».