Ag. Olsen: «Robin cacciato dalla Roma per manovre politiche, come Totti e De Rossi»

28/09/2019 20:55

AFTONBLADET - Hasan Çetinkaya torna a parlare. L'agente di Robin Olsen ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano svedese nella quale è tornato anche sull'esperienza in giallorosso del suo assistito, ceduto in prestito al Cagliari, rivelando anche dei retroscena sulla trattativa con l'allora ds Monchi. Queste le sue parole:

"Si era infortunato a febbraio, si era rotto la clavicola a tre mesi dal Mondiale - esordisceNella mia carriera non ho mai avuto a che fare con un giocatore così triste. Una volta mi telefonò piangendo: "La mia carriera è finita, mi mancheranno i Mondiali, non riuscirò mai a raggiungere la vetta". Ma io credo sempre nell'impossibile e immediatamente gli ho detto: “Il nostro viaggio inizia ora. Parteciperai ai Mondiali e raggiungerai la vetta”. Si è fatto seguire da uno specialista a Manchester, che costava parecchio ma mi sono assicurato che il Copenghagen si assumesse la responsabilità di tutto. Si è allenato fino alla morte, poi quando si è ripreso ero di frequente a Roma, perché stavo lavorando alla cessione di . Era molto prima dell'inizio dei Mondiali, un giorno gli inviai una foto da Trigoria e gli scrissi: "Robin, questo è il tuo nuovo club". 

"Dopo la cessione di dissi a Robin che sarebbe diventato il nuovo della Roma - continua - . Lui mi rispose dicendo di smetterla di scherzare, di non prenderlo in giro e che voleva solo concentrarsi sulla riabilitazione. Fu presentato a fine luglio, ma Olsen sapeva molto prima della Coppa del Mondo che avrebbe giocato alla Roma. Dopo la cessione di mi incontrai con Monchi a Trigoria e gli proposi Olsen. Monchi è una persona leale e sincera e, anche se tutti i portieri del mondo stavano facendo la fila per venire alla Roma, mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: "Sai cosa significa per me se va male un preso a poco dal Copenaghen?". Io gli risposi: "Lo so, ma niente andrà storto. Fidati di me". Lui mi strinse la mano dicendomi: "E' fatta, hermano". Così abbiamo concluso l'affare".

 "All'inizio è stato uno dei migliori portieri del mondo - prosegue - , ha giocato bene contro e . Poi intorno alla Roma sono iniziate alcune manovre politiche, c'erano persone che voleva sbarazzarsi di altre ed è stato il caos. È finita con Monchi e  che sono stati mandati via, l'hanno fatto anche con e . Così anche Olsen è stata una piccola parte di questa epurazione".

Non solo Olsen: tra i retroscena rivelati da Çetinkaya c'è anche il suo ruolo attivo nella cessione di al Liverpool: «Mi incontrai a con Stefano Castagna, il suo agente. Eravamo molto legati, lui era turbato per la situazione di Alison. In precedenza era stato molto legato alla Lazio, aveva lavorato a stretto contatto con Tare, in quel momento era preoccupato che tutta la politica e gli intrighi a Roma gli avrebbero impedito di ultimare il trasferimento di . In un certo senso c'è una piccola cultura mafiosa riguardo l'attività degli agenti in Italia, ci sono dei clan che si proteggono a vicenda ed escludono gli altri. Stefano era molto preoccupato e amareggiato, ma gli dissi: "Dammi un mandato su e organizzeremo tutto insieme". Gli spiegai che stavo lavorando a qualcosa con Monchi e feci in modo che i due potessero parlare direttamente tra loro. Organizzammo un incontro a Roma, iniziò tutto da lì. C'era il , ma il Liverpool era determinato a prenderlo a tutti i costi. Alla fine siamo tornati da Monchi con un'offerta di 75 milioni di euro. Fu il grande affare di sempre per un , battuto da Kepa al Chelsea poche settimane dopo. Ma è stato comunque divertente essere stata la mente di un'operazione da record mondiale”.

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