14/02/2009 11:48
Rocca conosce benissimo Motta, con cui condivide anche un passato nellAtalanta. Lomonimo del Kawasaki romanista,
Francesco Rocca, indossò 190 volte la maglia nerazzurra.
Allala era una scheggia, tanto che fu soprannonimato Furia
dai tifosi bergamaschi. Erano gli anni 70. «Eh eh eh, è vero.
Mamma mia, come sono invecchiato».
Rocca, chi è Marco Motta.
«Un ragazzo doro. Ogni papà vorrebbe avere un figlio come lui.
A 16 anni gli diedi i gradi di capitano. Non glieli ho tolti nemmeno
quando ha vestito la maglia delle nazionali maggiori».
Che tipo è?
«Sereno, riflessivo, equilibrato, disponibile, generoso. Positivo.
Quando un ct deve scegliere a chi affidare la fascia, pondera le
capacità di ciascun giocatore. Motta era il più maturo. E poi aveva
sempre il sorriso sulle labbra. Un aspetto che conta, nello spogliatoio
».
«S
E tecnicamente?
«Molto versatile. Ha un gran fisico, struttura e coordinazione.
È un atleta. Gli piace correre, ha un passo buono sia negli spazi
brevi che in quelli lunghi. Dal punto di vista tattico, è un mix di
più doti: in fase di copertura difensiva, di costruzione del gioco
e di finalizzazione. È bravissimo sia nel momento in cui deve
marcare sia quando si tratta di spingere sulla fascia. È completo.
E per questo è una mosca bianca».
La Roma ha trovato un tesoro, allora.
«È linvestimento migliore che potesse fare. Non so se in giro ci
sia di meglio, ma non credo. Anche perché Motta apprende rapidamente.
Con i campioni della Roma, e con gli insegnamenti
di un mago come Spalletti, Marco migliorerà giorno dopo giorno.
Roma è lambiente giusto».
Tra 24 ore, Motta sarà titolare per la prima volta in giallorosso.
E sfiderà il club che lo ha fatto esordire in serie A, nel 2005.
«Era destino, il calcio è così. Venendo dal vivaio atalantino, credo
che faccia piacere anche ai tifosi bergamaschi vederlo allopera
dal primo minuto».
In comune con Marco, lei ha trascorsi nerazzurri.
«LAtalanta ce lho nel cuore. Non le nascondo che mi fa piacere
vedere Motta alla Roma, dopo essere stato allevato in uno dei settori
giovanili più floridi dItalia, come è quello atalantino».
Domani tiferà nerazzurro?
«No, io sto solo dalla parte dei giovani. Sempre».