Conferenza stampa, GASPERINI: "Vogliamo raggiungere un traguardo che in certi momenti non pensavamo fosse possibile. Mi sono reso credibile davanti la squadra" (VIDEO)

23/05/2026 13:11

Domani alle ore 20:45 ci sarà l'ultimo match stagionale della Roma in casa del Verona. I giallorossi si giocano l'accesso alla prossima Champions League. Serve vincere contro i clivensi per essere certi di tornare nella massima competizione europea per club. Oggi, giornata di vigilia della partita, Gian Piero Gasperini interverrà in conferenza direttamente dalla sala stampa del "Fulvio Bernardini" di Trigoria alle ore 13:30. Come di consueto, LAROMA24.IT seguirà l'evento in diretta.



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Come arriva la squadra a questo ultimo atto? La condizione di Koné? "Koné ha recuperato, si è allenato tutta la settimana con noi. Non è al 100% ma è disponibile. Non so se giocherà dall'inizio o partita in corso. Le temperature sono cambiate, il caldo incide di più, ma in questo momento c'è attesa per la partita. Dobbiamo essere bravi ad arrivare al momento giusto domani sera".

Un bilancio sulla stagione "Siamo concentrati sulla partita di domani. Sappiamo che è un traguardo che manca da anni. Dipende da noi, poi i totali li faremo da domani dopo la gara. Quello che prevale oggi è l'attenzione per la partita".

Una partita che nasconde delle insidie. Quali sono i pericoli maggiori? Ha lavorato sull'aspetto mentale anche dei senatori? "Tutta la squadra è consapevole dell'importanza della gara, è stata una settimana lunghissima. Sarebbe il traguardo di una stagione che ci ha visto sempre molto compatti, molto uniti, in cui la squadra ha risposto sempre bene con molta voglia di fare."

Dentro Trigoria dove ha inciso di più? "Non è stato un anno facile. Sicuramente ho cercato di portare il mio modo di lavorare che per tanti anni mi ha consentito di fare la mia carriera. Ho avuto la fortuna in primis di trovare ragazzi che mi hanno permesso di essere credibile nei loro confronti, questa è stata la cosa migliore, il segreto dei risultati ottenuti, dei 70 punti ottenuti fino adesso. Abbiamo trovato il feeling giusto, degli obiettivi comuni da sviluppare giorno per giorno. Sono passati quasi 11 mesi, sono veramente tanti. Adesso prevale il riuscire a coronare un risultato che in certi momenti non pensavamo nemmeno noi sarebbe potuto essere raggiungibile. Su questo il calcio è crudele, in 90 minuti ti giochi veramente molto. Chissà quante volte la Roma ha vinto partite decisive per arrivare agli obiettivi".

Cosa ha visto nei periodi negativi. Ci credeva o era un modo per spronare il gruppo? "Abbiamo fatto delle ottime gare, la squadra è cresciuta e ha cominciato a fare dei gol. Quando fai gol hai più possibilità di vincere le partite, di ribaltare le partite, come successo a Parma. Una squadra che ha preso fiducia, che costruiva più situazioni da gol. Io ero convinto di noi, di una squadra che può fare un rush finale come sta facendo. Dipendeva anche da quelli davanti, però questo non toglie niente ai risultati che abbiamo fatto noi".

L'eventuale arrivo in Champions è uno dei traguardi più importanti della sua carriera? "Non voglio fare classifiche. Ogni obiettivo quando si riesce a raggiungerlo è straordinario. Ognuno ha dei suoi record da raggiungere, quando lo fa è soddisfatto, non è che uno vale più dell'altro. Ce lo siamo posti noi quasi come un traguardo superiore a quello che ci era richiesto, è stata una spinta per non mollare mai. Era un obiettivo che tutti quanti avvertivamo, è quello che vuole la gente".

Dalla proprietà ha avuto la garanzia di una presenza più costante? "La presenza della proprietà è fondamentale. Si evitano tante situazioni spiacevoli che si possono creare in un ambiente di lavoro. La presenza loro è sicuramente un qualcosa che dà forza alla squadra, all'ambiente e che dà risposte chiare e veloci rispetto al passato. Questa sarà una bella scommessa. Mi auguro che un possibile risultato positivo di domani possa aiutare ad avere una Roma compatta, forte delle proprie idee, sbagliando anche ma con progetti comuni".

Quanti margini di miglioramento ha Soulé? "Ha fatto una parte di stagione molto positiva, con gol e assist. Poi ha avuto quasi 50 giorni di assenza che hanno sicuramente ridotto il suo impatto sulla squadra. Lo scorso anno giocava anche da quinto, però le caratteristiche erano quelle di un giocatore più offensivo. L'importante è che stia bene, è ancora giovane. Quando supererà del tutto la pubalgia potrà diventare ancora più forte".

Perché è importante per la Roma andare in Champions League? "Per la società è importante dal punto di vista economico. La differenza tra andare e non andare è notevole e ti permette di allungare la differenza con le altre squadre. Ti permette di avere più possibilità sul mercato, hai un maggiore appeal dai calciatori che vengono dall'estero. I giocatori hanno sicuramente una maggiore valorizzazione. Poi c'è l'aspetto emotivo: c'è una grande soddisfazione nel far parte dell'elite europea. Ti gratifica dal punto di vista personale".

Si sente di auto complementarsi? "Te lo dico domani sera, magari è meglio. Sicuramente c'è gratificazione e soddisfazione da parte di tutti per una stagione che sarebbe potuta essere più difficile. L'ultima giornata conta perché quello che rimane è il risultato finale. Chi vince festeggia, se non ci arrivi invece racconti. Vorremmo lasciare un segnale

Per domani è stato fatto un focus sulla difficoltà nelle ripartenze? "Questo è vero, però è anche vero che la Roma ha fatto tanti risultati contro le medio piccole. Il focus va fatto su tutto, soprattutto sapendo che domani affrontiamo una squadra che è vero che è retrocessa, ma ha sempre fatto delle ottime partite. L'obiettivo non è facile, per raggiungerlo dobbiamo fare 90 minuti bene".

Domani vincendo eguaglierebbe il record di Liedhlom come quinto allenatore con più punti in Serie. Cosa significa per lei? "Intanto vuol dire che ho fatto tanti campionati. Ne farei a meno se potessi ricominciare. Sicuramente ti dà soddisfazione essere equiparato a Liedhlom, un mostro sacro. Fa parte delle statistiche. Raggiungerlo in una situazione del genere sarebbe ancora più di valore".

La compattezza con il gruppo. C'è stato un momento specifico in cui ha avuto prova di questo? "Ogni volta che perdevamo una partita, e non ne abbiamo perse poche. Dopo persa una partita c'è sempre stata una reazione. Dopo le sconfitte non venivano mai fuori polemiche dentro la squadra. Un segnale di grande professionalità".

C'è qualcosa che non rifarebbe in questo primo anno alla Roma? "Le cose fatte sono sempre state fatte in buona fede. Ogni tanto si fanno degli errori, ma dagli errori impari e riparti. L'errore non è un fallimento. Se non sbagli mai non impari mai. Sono convinto che anche dalle situazioni non positive abbiamo sempre avuto la capacità di fare qualcosa di meglio".

Avrebbe firmato per arrivare a questo punto o se lo sarebbe aspettato? "All'inizio non guardavo avanti, ma alla prima partita per vedere cosa eravamo capaci di fare. I traguardi me li pongo strada facendo, poi ti accorgi che certe cose le puoi fare, che in classifica puoi fare qualcosa in più".

Svilar è stato premiato come miglior portiere della Serie A. Quanto incide averlo? "Qualcuno diceva: datemi un portiere che para e un centravanti che segna, al resto ci penso io. Ora li ho tutti e due e infatti si vede".