11 APRILE 1971 - 45 anni fa il rinvenimento della coppa Scudetto

11/04/2016 16:03

LAROMA24.IT (F. BARANELLO)  - L’11 aprile del 1971 è la domenica della Santa Pasqua. La Roma affronta il Catania alle 15,30 all’Olimpico nella sua prima partita senza Helenio Herrera, appena esonerato, sostituito da Luciano Tessari. Chi in edicola opta per “Il Messaggero” scopre una vicenda al limite del grottesco: in prima pagina un articolo dal titolo “Tra i ferrivecchi la Coppa della Roma Campione d’Italia”. Il titolo di per se è già abbastanza eloquente, ma l’occhiello dell’articolo stesso recita una frase ancora più esplicativa: “Fino a ieri la società ne ignorava la scomparsa”.

Veniamo ai fatti. Un tifoso della Roma, al secolo Alfredo Mollicone di professione falegname, amareggiato e deluso per l’esonero di Helenio Herrera si presenta alla redazione de “Il Messaggero” con una coppa sotto braccio avvolta in un giornale. La sua passione, oltre il lavoro e la Roma, è collezionare coppe e trofei vari. Qualche mese prima aveva comprato una coppa da uno straccivendolo, il quale gli fa sapere di averne altre a disposizione in casa. Così il giorno successivo si ripresenta con un altro paio di coppe: “Quando ho visto questa” afferma Mollicone “quasi non credevo ai miei occhi. Io sono un vecchio tifoso e ricordo benissimo quando Coscia fece più volte il giro dello Stadio Nazionale, oggi Stadio Flaminio, levando alta la Coppa verso i popolari, dove mi trovavo anch’io. Sono soddisfazioni, per noi, che si ricordano tutta la vita! Fatti i dovuti controlli, mi sono accorto che era proprio quella dello scudetto. Per me è stato come toccare il cielo con un dito” (Cit. Il Messaggero, 11 aprile 1971).

A questo punto la redazione del giornale si mette in contatto con il Segretario dell’A.S.Roma Dott. Lievore chiedendo informazioni sulla coppa. Quest’ultimo afferma sicuro che il trofeo si trova nella bacheca ma, dopo aver controllato, dichiara: “Qui abbiamo solo la coppa che ci fu consegnata in occasione del ritorno in Serie A. Quella dello scudetto non ho la minima idea di dove possa trovarsi. Siccome recentemente abbiamo cambiato la sede sociale, è facile che nella confusione sia andata a finire altrove” (Cit. Il Messaggero, 11 aprile 1971).

Davvero assurdo tutto ciò, soprattutto considerando che nel 1971 di trofei importanti la Roma può vantare, oltre alla Coppa Scudetto del 1942, una Coppa delle Fiere e due Coppe Italia. Non certo una bacheca di prestigio. Nonostante ciò accadde di perderla. Accadde che questa coppa così piena di storia, abbia girato per Roma tra scantinati, carrettini e altri pezzi di ferro erosi dalla ruggine. Il tutto, ironia della sorte, proprio nel momento in cui H. Herrera viene esonerato per aver dichiarato che quello scudetto fu vinto grazie a Mussolini. E nel comunicato stampa la Roma dichiara che “..tutto ciò, oltre ad essere vergognosamente falso, suona gravissima e intollerabile offesa non solo verso i valorosi atleti che quel titolo prestigioso seppero conquistare con pieno merito, ma anche verso tutti gli appassionati sostenitori antichi e nuovi dei colori giallorossi” (Cit. Comunicato AS Roma 8 aprile 1971).

Lo straccivendolo aveva pagato quella coppa 80 mila lire e Mollicone la fece sua in cambio di tutto l’ottone che aveva a disposizione, circa mezzo quintale. E sempre nell’intervista a “Il Messaggero” racconta: “Non avrei fatto vedere questa Coppa per nessuna cosa al mondo ma l’ingiusta azione fatta ad Herrera non l’ho potuta proprio mandare giù. E come me la pensano molti tifosi”. E facendo riferimento a un potente farmaco di sua invenzione che guarisce le scottature aggiunge: “La scottatura che riceverà adesso Marchini è così grave che neanche il mio miracoloso farmaco potrà guarirlo”.

Lo storico trofeo verrà esposto in una vetrina della sede del giornale in via del Tritone a disposizione di tutti i tifosi che vogliono ammirarlo. Successivamente farà parte di un’esposizione per il Centenario di Roma Capitale a Palazzo Braschi. Il 29 Giugno del 1971 Masetti, che sul campo vinse quello Scudetto, riceve da Mollicone la Coppa che finalmente può fare il suo ritorno a casa.