A momentary lapse of reason

08/11/2021 12:50

LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Aggiungere qualcosa sugli arbitri diventa un'offesa alla nostra intelligenza. Le loro decisioni dissennate, l'applicazione soggettiva e sconclusionata del regolamento, il conflitto da psicanalisi col var, il livello qualitativo infimo, stanno devastando il campionato. Stanno penalizzando la Roma, è chiaro come la luce del sole, e almeno a queste latitudini l'argomento è sempre stato trattato. Proviamo, non senza difficoltà, a scansare il tema bollente per concentrarci su altri aspetti.

Cosa sta funzionando nella Roma? Di contro, cosa contribuisce (oltre agli arbitri) a causare il cortocircuito a cui nelle ultime settimane è stata soggetta la squadra di Mourinho? Proviamo a dividere in due la lavagna. A non perdere la ragione.

Da inizio stagione, l'allenatore ha scelto i fedelissimi, un manipolo di calciatori a cui, per selezione e contingenze, raramente rinuncia. Li chiameremmo pretoriani, se non fosse che i riferimenti all'antica Roma hanno abbondantemente ammorbato. Rui Patricio, Mancini, Cristante e Pellegrini. Più Ibanez, Karsdorp e Veretout, Zaniolo e Abraham. Poi Viña e Mkhitaryan. Di fatto, gli undici titolari, quelli della formazione tipo mandati a memoria da agosto. Al netto dello scadimento di forma dell'armeno, e degli alti e bassi dell'uruguaiano.

Una spina dorsale ben definita. Una squadra che, se in forma, se concentrata, se non è stanca, può competere per il quarto posto. Per evitare di buttare il bambino assieme all'acqua sporca, ripartiamo da Venezia, dove, eureka!, la Roma ha sfruttato Abraham come si deve, mettendolo al centro del gioco offensivo. Complice la turnazione che ha spostato in panchina Zaniolo e Mkhitaryan, l'inglese ha giocato dall'inizio assieme a un'altra punta che partiva più o meno sulla stessa linea. Stavolta è toccato a Shomurodov, ma in quel ruolo Mourinho può alternare Borja Mayoral, Zaniolo e Mkhitaryan. Per un 4-4-2, o un 4-4-1 più 1 che a sinistra può completarsi con , o un 4-3-1-2 che può prevedere Pellegrini in rifinitura o arretrato a fare gioco in mediana, con l'armeno dietro le punte (dove può agire anche Zaniolo, accentrato). Gli stessi calciatori, ma forse più soluzioni, senza stravolgere i ruoli. Abraham nella prima ora di Venezia ha fatto gol, si è procurato un rigore (poi tolto per fuorigioco di Pellegrini), ha partecipato attivamente al pareggio, colpito il solito palo e sfiorato l'incrocio dal limite dell'area. Pericolo costante, bene assistito, una sofferenza per i difensori. Era ora!

Nella Roma funziona abbastanza bene la reazione ai momenti avversi. O meglio, sa reagire al primo gol degli avversari. Non si sgonfia, non si deprime. Ha un Pellegrini sempre nel vivo del gioco, che si assume responsabilità. Fa il capitano. Al netto dei lapsus, delle perdite temporanee di ragione (se fosse dei giorni nostri affermeremmo che la Roma abbia ispirato il titolo del primo album dei Pink Floyd senza Waters, che evidenzia gli errori che si commettono quando si spegne la luce nel cervello ma si resta consapevoli nel commetterli), la Roma è squadra, più che dignitosa, e a parte le prime tre in classifica può contendere il quarto posto ad Atalanta, Lazio e all'attuale . Che non sono tutte rose e fiori.

Poi però ci sono gli aspetti che angustiano. Dei problemi di rosa parla Mourinho, quasi sempre. Per sua stessa ammissione i primi tre mesi di stagione lo hanno aiutato a capire meglio non il progetto che ha sposato, quello lo conosce bene, ma le potenzialità dei suoi ragazzi. La Roma concentrata entra a volte in conflitto con le amnesie che la obbligano a rincorrere. Cosa è accaduto nei primi venti minuti del derby? E nel secondo tempo di Verona? Perché a Venezia pronti via ha subito un gol che se lo prendi durante le partitelle infrasettimanali l'allenatore ti punisce aggiungendo mezz'ora alla sessione di allenamento? Perché la Roma regala, talvolta, evitabilissimi gol agli avversari? Il Venezia può anche farti male, gli avversari esistono e (più o meno) hanno qualità acclarate, ma la Roma tende a concedersi con troppa facilità, obbligandosi alla rincorsa in salita. Sperando che la fase offensiva di Venezia non rimanga un caso isolato (anche se serve maggiore rabbia quando, in vantaggio, si conclude per chiudere il match), la squadra deve continuare ad assistere Abraham mollando definitivamente i personalismi. In attesa del recupero di Mkhitaryan, Zaniolo deve ritrovare serenità quando si avvicina all'area e l'ottimo Pellegrini, seppur conscio della vena realizzativa scintillante, deve assistere con più frequenza l'inglese.

Sperando che gli esterni migliorino la qualità e la precisione dei cross, perché Karsdorp (soprattutto) e Viña vengono serviti spesso, sono anche abili a smarcarsi, ma ancora più spesso regalano palla alle difese nemiche. Ottimizzazione significa che una volta ritrovata continuità di equilibrio, Veretout potrà spezzare la catena che da un mese lo vede un mese troppo ancorato alla metà campo della Roma e sempre meno pericoloso incursore. Insomma, la rosa andrà modificata a gennaio (ma guai a illudersi che possa essere un mercato da nababbi), gli arbitri hanno sottratto punti d'oro alla Roma, gli errori della squadra e di Mourinho ci sono, ma non è tutto da buttare. Il quarto posto dista tre punti, si compete con squadra che non paiono corazzate, la zona non è una chimera. Cosa dite? Senza calcio per due settimane ci sarà un chiaro mediatico tiro a Mourinho? Consola il fatto che non è nato ieri e che ha ampiamente dimostrato di sapere tenere testa a ogni contesto. Anche a chi afferma che è finito, ai geni del pensiero contemporaneo, tronfi nell'affermare che non si aggiorna dai tempi del triplete e a chi gli avrebbe preferito presunti scienziati della panchina. Al varco di ingresso della critica feroce, parzialmente giustificabile, meglio presentarsi con Mourinho che con altri. Poi tutto dipende dai risultati, e allora aiutati che il ciel t'aiuta.

In the box - @augustociardi