08/06/2026 11:47
LR24.IT (A. CIARDI) - Non se ne esce. Non si impara dagli errori, si ripetono all'infinito. Ogni volta che arriva il mese di giugno parte la cantilena. La Roma vende, la Roma svende, la Roma viene descritta come se fosse in mano a degli strozzini che le succhiano l'anima. Giugno, un incubo e non un sogno. La rincorsa parte da lontano, come quando Roberto Carlos si apprestava a battere i suoi proverbiali calci di punizione. Quest'anno poi c'è stata la complicità grave di due ex dirigenti e paradirigenti purtroppo disastrosi nella gestione del comparto tecnico romanista. Spiace mettere nel calderone Ranieri, che ha fatto coppia infelice con Massara a livello dialettico già dallo scorso settembre, quando come prefiche piangevano per un funerale tecnico che neanche stavolta verrà officiato. I quotidiani nazionali del nord ci sguazzano, la Roma terza in classifica, col migliore allenatore italiano della prossima Serie A e con uno dei migliori direttori sportivi su piazza in arrivo, viene raccontata come un negozio che liquida tutto perché prossimo al fallimento.
Servirebbero schiene troppo dritte per parlare dei problemi di Milan e Juventus. Inoltre c'è ancora qualche cariatide che pensa di vendere copie illudendo i lettori coi titoloni accattivanti. Gente fuori dal tempo presente. In più il malvezzo di alcuni locals smaniosi di scoop regolarmente mancati, che si spacciano per esperti di finanza, di plusvalenze, forse anche di numismatica. E in questo caso non sono servite a nulla le ultime due estati, quando la Roma non ha svenduto un cazzo di niente e, anzi, ha speso, a volte sperperando, tanto. La giostrina triste è ripartita. Giugno è un cazzotto sul grugno. Via Kone, va Ndicka, ciao ciao Ziolkowski, occhio a Svilar. Che poi qualcuno di questi saluterà, sta nella natura del mercato. Non esistono incedibili, in nessun club. Spoiler: arriverà luglio, e i "malesseri" smascherati, si maschereranno di nuovo, da professori appatentati, che col senno del poi e col senso del ridicolo del mai proveranno ad ammaliare i più sempliciotti raccontando con dovizia di particolari il perché la Roma non abbia fatto plusvalenza per cento, duecento, trecento milioni, come se non fossero inesattezze messe in circolo da loro stessi. Libri aperti. Storielle noiose e ripetitive. Luglio, col bene che ti voglio, fai in fretta ad arrivar…iaiaiaiaaaa.
In the box - @augustociardi75