Giova compensare il silenzio?

24/07/2026 20:44

LR24.IT (A. CIARDI) - Gli anni dei Friedkin sono caratterizzati dal silenzio di padre e figlio, al punto che si può persino pensare che non parlino perché odiano le proprie voci, che si vergognino di scendere dall'apparecchio di famiglia vestiti da top gun per poi aprire bocca e parlare come Paperino o Jerry Lewis. Quindi, silenzio. Silenzio quando hanno comprato la Roma, silenzio quando c'era bisogno di urlare per difendere la Roma dopo lo scempio di Budapest, silenzio persino quando sarebbero stati legittimati a legittimati a fare la ruota come i pavoni vantandosi di Mourinho, di Dybala, di Lukaku, della Conference. Silenzio. Quel silenzio che viene compensato dagli spifferi di mercato. Premessa: i giornalisti che si occupano di mercato a livelli elevati sono davvero molto bravi. Alcuni, grazie all'eccellenre fiuto nello scovare notizie hanno costruito una fortuna.

Ma è possibile che per qualsiasi calciatore puntato dalla Roma si sappia tutto anche nei minimi dettagli? La Roma prese Mourinho e non lo sapeva manco il massimo dirigente dell'area tecnica, che stava chiudendo con Sarri. La Roma stava ingaggiando Dybala e quasi tutti venivano convinti che fosse un'operazione impossibile. A gennaio la carta Malen fu calata all'improvviso, per un'operazione chiusa dal vice presidente in poche ore. Per il resto, ogni operazione si fa a carte scoperte. Lo scorso anno perché si doveva creare l'eventuale exit strategy per direttore sportivo in caso di fallimento della trattativa, si raccontavano dettagli faziosi per dare la colpa a Gasperini che chiedeva calciatori impossibili, o ai calciatori stessi, accusati di essere eccessivamente esosi, o ai dirigenti cattivoni che sbattevano la porta in faccia al direttore sportivo.

Quest'anno, per Greenwood e Summerville tutti troppo facilmente hanno avuto accesso alla sceneggiatura delle telenovelas. Il silenzio avrebbe portato privilegi? Probabilmemte no, ma l'operazione "grande fratello", dove tutti sanno tutto, in caso di mancato acquisto rende l'aria viziata, e alza terribilmente la necessità di cancellare la delusione con il cartellino del calciatore che verrà successivamente negoziato. Perché, trattativa dopo trattativa, le aspettative si alzano. Irrimediabilmente. È chiaro che nell'era dei mille intermediari e dei parenti-accolli dei calciatori la riservatezza diventi un optional, ma a questo punto il livello della cautela deve essere alzato ai massimo. E il silenzio, magari, risulterà davvero d'oro.

In the box - @augustociardi75