16/02/2009 13:43
Come di consueto mister Del Neri ha puntato con forza al decentramento del gioco sui due out con Valdez (con lausilio di Bellini) a sinistra e Ferreira Pinto (con lappoggio di Garics) a destra. Creando densità sulle fasce e accentrando repentinamente il gioco, i padroni di casa hanno spesso e volentieri trovato maglie larghe tra i difendenti romanisti.
In più, il fattore-Doni ha fatto la differenza. Non è la prima volta che la Roma ha sofferto tremendamente il giocatore avversario che opera tra le linee di centrocampo e attacco. Solo in questa stagione, basti pensare a Kharja con il Siena, Mascara con il Catania, Di Gennaro con la Reggina. E in questa domenica da incubo per i colori giallorossi Cristiano Doni ha fatto il bello e il cattivo tempo. Ha rallentato e velocizzato il gioco a proprio piacimento. E riuscito nellinserimento, nel tiro e anche nel supporto alla fase difensiva. In poche parole, è stato luomo in più per lAtalanta. E Spalletti e i suoi non hanno saputo trovare nessun correttivo per contrastare lintraprendenza del fantasista orobico.
Il campo di certo non ha dato una mano alla Roma, ma questo non basta neanche lentamente a giustificare una prestazione molle e vuota, soprattutto agonisticamente. Giallorossi sempre secondi sul pallone e mai in grado di accorciare la voragine presente, sin dai primi minuti (e accentuatasi con lingresso di Baptista in luogo di Pizarro), tra centrocampisti e tandem Totti-Vucinic.
Ora Spalletti dovrà valutare attentamente, in vista della partita di sabato contro il Siena, come sopperire alle squalifiche di De Rossi e Perrotta. E soprattutto, trovare le contromisure giuste alla squadra di Giampaolo, che guarda caso gioca con il trequartista. Croce dello scacchiere giallorosso.