26/06/2009 08:35
Tutto chiuso? Sì, no, forse. Nel pomeriggio atmosfera completamente diversa. «Anche la famiglia Sensi è d'accordo». Testuale, virgolettato, firmato gruppo Fioranelli, battuto in un lancio dell'agenzia Radiocor alle 17.25 di ieri. «Noi siamo ancora interessati alla As Roma, i soldi ci sono e anche le garanzie. Anche la famiglia Sensi è d'accordo», sono queste le parole raccolte dall'agenzia di fonti vicine alla cordata Fioranelli-Flick. Se «anche la famiglia Sensi è d'accordo» e a dirlo è Fioranelli che da sei mesi sta cercando di comprarla, anzi per tutti venerdì l'aveva comprata, l'affare non è ratificato per via delle banche: Unicredit, che ha in mano il 49% di ItalPetroli e che è creditrice di 277 milioni nei confronti dell'holding della famiglia Sensi, e dall'altro Mediobanca, che è l'advisor incaricato della ristrutturazione del debito e che dovrebbe (?) avere un mandato a vendere già firmato qualora fallisse la trattativa con la cordata italo-svizzera rappresentata da Vinicio Fioranelli.
Ieri nel cda di Mediobanca non si è parlato per niente di questa situazione, in quello dell'As Roma pure, e in mattinata Profumo, a capo di Unicredit, ha detto candidamente di «non essere minimamente coinvolto» nella faccenda. Il titolo è salito del 6,08% forse perché il mercato confidava in una soluzione che però con Fioranelli out dovrebbe essere l'asta. A questo punto la logica non serve più e, «se anche la famiglia Sensi è d'accordo», la domanda è questa: con chi?