Panucci: «La Roma nel cuore. Arriveremo in Champions»

14/01/2010 09:48

Per questo, la domenica subito dopo la doccia, si informa sul risultato dei suoi ex compagni e poi, ovunque sia, prende l’aereo e torna nella sua villa di Grottaferrata, per trascorrere «qui a casa» il giorno libero. Ha fatto così anche questa settimana e lunedì è stato prima all’Hilton al tradizionale incontro tra capitani, allenatori ed esponenti del mondo del calcio e poi al teatro Cassia, dove la fidanzata Rosaria Cannavò recitava nello spettacolo ideato e scritto da Cesare Lanza "La Berlusconeide". Durante lo show, Christian è stato nominato più volte (e ha sorriso divertito quando gli hanno ricordato "l’amicizia" con ), poi, mentre aspettava che la compagna si cambiasse, ne ha approfittato per parlare un po’ del mondo Roma. Quello che «gli è rimasto nel cuore in un modo che forse a parole neanche riesco a spiegare». Mentre lo diceva, con gli occhi sinceramente emozionati, si sono avvicinati Gabriele Marconi, tra i protagonisti dello spettacolo e presidente onorario del Roma Club Torre Maura, e Claudio Iezzi, presidente del RC Blera. Un saluto, qualche foto, e una sola frase: «Ci manchi come il pane».



Christian, i tifosi della Roma non l’hanno proprio dimenticata.

«Mi fa piacere, sono davvero contento di questo. L’accoglienza che ho ricevuto a Roma-Parma è stata straordinaria, non me la sarei mai aspettata così intensa. Ancora adesso, che è passato un po’ di tempo, a ripensarci mi emoziono e mi viene la pelle d’oca».



Ma è vero che in occasione del gol di Burdisso lei era distratto perché stava leggendo uno striscione in suo onore in Curva?

«Davvero si è detto così? (ride, ndr). No no, smentisco. L’avevo letto qualche secondo prima, poi mi sono concentrato sull’azione, anche se non sono stato impeccabile in quell’occasione. Comunque, ci tengo ad aggiungere una cosa».



Prego.

«L’accoglienza che ho ricevuto all’Olimpico è stata per me un riconoscimento incredibile, un punto davvero

molto alto della mia carriera».



Detto da uno che ha vinto due non è poco.

«Quello è un altro discorso, lì si parla di calcio giocato, qui di emozioni».



Il suo ricordo più bello da romanista?

«Tanti: le coppe Italia, il record delle undici vittorie, i trionfi europei, le persone che ci aspettavano a Fiumicino.

Non saprei scegliere».



Il più brutto?

«Catania, 18 maggio 2008».



Oggi la Roma, dopo un inizio difficile, si è ripresa. Dove può arrivare secondo lei?

«Credo che arriveremo in (dice proprio così, testuale, ndr). Ce la faremo, anche se sarà difficile

perché ci sono squadre forti come la e il . E poi speriamo di arrivare il più lontano possibile


in Europa League e in Coppa Italia, dove si può prendere la stella».



E il che affronteremo domenica?

«E’ un gradino sotto, per quanto sia una partita difficile. E non credo che la Roma la prenderà sotto gamba».



Il derby l’ha visto?

«E come no? Ho tifato ed esultato».



Sì aspettava il gol di Cassetti?

«No, assolutamente. Perché voi sì?».



No, neanche noi.

«Appunto. E forse per questo è stata una soddisfazione doppia. Gli ho mandato un messaggio appena è finita la partita, anche se Marco lo sento sempre. Sono stato felice per lui, si meritava una serata così, come calciatore e come ragazzo. Siamo molto legati. Ma non solo con lui. Un pezzo del mio cuore è rimasto nello spogliatoio di Trigoria».



Chi sente ancora?

«Un po’ tutti. Tonetto e sono tra quelli con cui ho un rapporto più stretto».



All’Hilton ha scherzato con ...

«Sì, io e lui ci divertiamo così...(ride ancora, ndr)».



Un commento sull’arrivo di Toni?

«Ottimo colpo, era l’attaccante che ci serviva. La Roma già era messa bene davanti, con lui ha più soluzioni. Può dare un aiuto decisivo per arrivare in . L’ho visto contro il Chievo ed era davvero in ottima forma, non me l’aspettavo».



Suo figlio Juan tifa sempre Roma?

«Ora deve dire che è del Parma, ma io lo so che è romanista».



Vuole mandare un saluto ai tifosi?

«Certo. Vi ringrazio tanto per l’affetto che mi avete dimostrato allo stadio e per quello che mi dimostrate ogni volta che vi incontro per strada. Saluto anche tutti i lettori del Romanista».