24/12/2010 09:35
Il nuovo modo di giocare, rispetto ai tempi spallettiani: «Con larrivo di Toni non siamo più stati completamente Totti-dipendenti e abbiamo avuto un punto di riferimento importante dentro larea. Vincere a Torino, contro la Juventus, ci ha dato la consapevolezza di essere una grande squadra. Ma per me battere la Juve non è stata affatto una rivincita». La rimonta che ha portato la Roma a un passo dallo scudetto: «Avevamo capito che lInter stava perdendo colpi e che potevamo provarci e dargli fastidio. Il successo nello scontro diretto allOlimpico ci ha permesso di regalare una felicità immensa al nostro popolo».
I derby: «Rispetto ad altri, essendo romano, mi ritengo avvantaggiato nel preparare e vivere le sfide con la Lazio. I ragazzi, dal canto loro, sono stati bravi a sfruttare questo vantaggio e convinti nellandare a dama».
La delusione di Roma-Sampdoria: «Lo scudetto non lo abbiamo perso lì, ma a Napoli e, soprattutto, con il Livorno. Abbiamo perso 5 punti contro una squadra che è retrocessa. Troppi. Con il Livorno ci siamo giocati il nostro bonus a disposizione. Una sconfitta, come in Roma-Sampdoria, può capitare dopo una lunga serie di risultati positivi. La squadra, poi, ha anche reagito bene, andando a vincere a Parma». Il supporto del pubblico contro Cagliari e Chievo, anche se la delusione per lo scudetto sfuggito era grande: «Sono state partite emozionanti, che si sono rivelate delle grandi feste dappartenenza per la nostra gente».
Il mercato estivo: «Ottimo, mi ha dato una grande rosa ancora allaltezza della situazione». Linizio stentato della stagione: «La falsa partenza è stata colpa un po di tutti. Brescia è stata fondamentale, perché, nonostante tutto, siamo comunque riusciti a restare in partita fino allultimo. La vittoria sullInter, che non era ancora in crisi, ci ha fatto fare il pieno di autostima. La vera e propria svolta è arrivata in tre partite: Basilea, derby e Bayern.
Il 2011: «La Roma ha tutto per poter fare meglio che nel 2010». Cioè vincere lo scudetto. A cercare limpresa, ormai pare sicuro, ci sarà anche Adriano. LImperatore, come da copione, non ha fatto mancare la sua vena naif anche dal Brasile, dove a tavola è stato alle prese con una coda alla vaccinara cucinata in famiglia, sotto un sole a 35 gradi. Gastronomia a parte, Adriano si è lanciato in una previsione sul futuro societario e su qualche stipendio in ritardo: «Quello dei soldi ha spiegato non è un grosso problema. E poi penso che la Roma sarà venduta a un americano e le cose miglioreranno. Per me limportante è pensare di andare lì e avere lopportunità di giocare». Opportunità che, dopo una serie di mancate convocazioni, ha capito di non avere più Julio Baptista, pronto a dire di sì al Malaga.