Roma, i soldi degli arabi. Gli Usa non corrono da soli

01/02/2011 10:35

In realtà, mentre Unicredit scopriva le carte del gruppo Usa, altri soggetti stavano predisponendo il loro dossier, da ieri, sul tavolo dell’advisor Rothschild. La sorpresa più rumorosa è l’offerta presentata dal fondo arabo di Abu Dhabi, Aabar, assistito dallo studio legale Dla Piper. Il fondo presieduto da Khadem al-Qubaisi e già azionista di Unicredit con il 4,9 per cento era già uscito allo scoperto se non in maniera ufficiale, attraverso segnali che lo inserivano di diritto fra i pretendenti più seri all’acquisto del club giallorosso: così fino ad un blackout che sembrava averne decretato l’uscita di scena. Ieri, la definitiva controffensiva con la firma sotto ad una proposta che, fanno sapere fonti vicine ad Aabar, si avvicinerebbe ai 140 milioni di euro per il 67 per cento del pacchetto azionario in vendita. Il fondo di Abu Dhabi (il valore totale dei suoi asset si aggirerebbe intorno ai 13 miliardi di euro) colma, così, l’apparente distanza con l’offerta americana di DiBenedetto (si parla di circa 110/120 milioni di euro) e, in fatto di cifre, si distanzia da quella messa sul campo dall’imprenditore romano Gianpaolo Angelucci. Quest’ultimo fa sapere di aver privilegiato nella propria offensiva l’aspetto che riguarda la campagna rafforzamento della squadra a discapito della somma - circa 90 milioni di euro - per l’acquisizione della società Roma.

La nuova, e decisiva, fase che porterà nel giro di un mese all’apertura della trattativa

Khademal-Qubaisidi Aabar per definire la cessione della Roma si annuncia a tappe forzate. La prima mossa sarà quella dedicata alla scrematura delle offerte con la cancellazione di quelle ritenute meno funzionali al progetto per dare un futuro più che credibile al club di Trigoria (ieri all’advisor Rothschild sono arrivate anche altre due intenzioni di acquisto, una francese e l’altra