E ora il socio romano dei nuovi proprietari. C’è Angelini in pole

16/04/2011 11:11

Thomas Di-Benedetto nel 2011: l’uomo che ha fatto l’impresa. Sette anni dentro un contenitore che abbraccia un ventennio, la gestione dei Sensi— con trionfi, ombre e debiti— su cui ieri è calato il sipario. Niente paura Si apre una nuova era, che si annuncia rivoluzionaria per protagonisti (i primi proprietari stranieri, la convivenza con UniCredit, la prossima apertura ad un socio romano, probabilmente l’imprenditore farmaceutico Francesco Angelini) e contenuti (punti chiave del progetto innovativi per l’arcaico sistema Italia).

Quattro soci, quattro amici, quattro milionari. DiBenedetto, da solo, si sarebbe potuto imbarcare in questa avventura: aveva la liquidità sufficiente per farlo. James Pallotta, manco a dirlo, è il «re degli hedge fund» . Richard D’Amore ha accumulato una fortuna nel venture capital. Infine, last but not least, Michael Ruane: immobiliarista, finanziere, gestisce un portafoglio di 8 miliardi di dollari. Se vi sembrano pochi...