Roma, il piano per lo stadio

21/04/2011 10:09

STADIO - Uno dei pro­getti sui quali stanno lavorando riguarda lo stadio di proprietà. La legge sui nuovi stadi si è blocca­ta ed è ferma da anni. Lotito si batte da tempo, DiBenedetto spera di otte­nere il via libera a breve. Si pensa a un impianto da cinquantamila posti al massimo. Facilmente raggiungi­bile, con parcheggi, ristoranti e tutti i confort. In un primo momento era stata individuata l’area di Tor di Val­le, dove si trovano i terreni di Luca , uno degli imprenditori ro­mani che potrebbe essere interessa­to ad entrare nella nuova società con una quota di minoranza. Ma negli ul­timi giorni dopo la chiusura della trattativa per l’acquisto della Roma, DiBenedetto e soci hanno deciso di puntare altrove. E’ tornata d’attuali­tà la soluzione che era stata già pre­sa in considerazione un paio di anni fa dalla vecchia società. La zona è al­la Massimina, sull’Aurelia, vicinissi­ma all’uscita del Grande Raccordo Anulare e dalla fermata del treno a Boccea. Erano già stati eseguiti stu­di di fattibilità per un nuovo stadio. Non ci sono vincoli. Era stata trova­ta una tomba antica che restava fuo­ri dal perimetro dell’area interessa­ta. I terreni sono di proprietà di Scarpellini, un imprenditore romano specializzato nel settore immobilia­re, ma non costruttore. Gli america­ni, sull’esempio delle esperienze fat­te in questo campo negli Stati Uniti, sono convinti di poter co­struire l’impianto in tre anni, dal momen­to che passa la legge e si ottengono tutti i permessi.

COMUNICAZIONE - Tul­lio Camiglieri, che con la sua società si occupa della comuni­cazione del gruppo DiBenedetto, è anche esperto di stadi ieri ha detto: «Perchè la può costrui­re lo stadio e la Roma no? Il problema è la volontà di farlo e si può costruire in tre anni. Lo sta­dio della è una realtà e noi siamo convinti che una nuova real­tà debba diventare lo . Credo che ci sia la volontà della pubblica amministrazione di favorire la realizzazione di questa opera. Soprattutto se lo stadio diven­terà un centro da vivere 365 giorni l’anno, offrendo opportunità di occu­pazione, un’occasione per la comu­nità con esercizi, centro commercia­le e multisala. Deve rappresentare una fonta di occupazione, di servizi e di ritrovo» .