27/04/2011 11:03
Forte di un contratto che scade nel 2013, lattaccante montenegrino, dopo aver chiesto a Rosella Sensi e Montali la cessione a gennaio (come confermato proprio da Lucci) è in attesa di capire quali siano le prospettive della Roma che verrà. Se DiBenedetto e soci allestiranno una squadra di primo piano, Vucinic sarà ben contento di restare e di farne parte. E di essere, lui che è nella Capitale da 5 anni, uno dei punti fermi del nuovo progetto giallorosso. Le parole di Lucci, a Radio Manà Manà e a Sky, lasciano spazio a pochi dubbi: «La volontà di Mirko è quella di proseguire con la Roma, a patto che ci siano le condizioni di un progetto vincente, tecnicamente prestigioso. Parliamo di un calciatore di caratura internazionale. Da parte sua non cè alcuna preclusione o volontà di lasciare la Roma. Adesso, però, ogni discorso è prematuro ». Lucci ha spiegato anche cosa è successo a gennaio, quando il giocatore chiese la cessione: «In quel periodo cerano stati anche problemi extracalcistici. Poi però è rimasto a Roma, mettendoci sempre il massimo impegno». «Spesso Vucinic - ha aggiunto Lucci - fa gol impossibili e magari sottoporta spesso non è brillantissimo, ma le sue prestazioni vanno valutate a 360 gradi. Non è stato preciso sottomisura, ma dà una disponibilità estrema in campo, ha cambiato ruolo e si sacrifica per la squadra. I fischi non lo spingono assolutamente ad andarsene, anzi, spera di trasformarli presto in applausi».
Da qui al termine della stagione, il suo obiettivo è questo. Poi si vedrà. Vucinic non andrà a chiedere un ritocco dellingaggio, ma se la nuova Roma dovesse davvero metterlo al centro del progetto, allora si potrebbe ridiscutere anche il contratto. Rinnovare la scadenza del 2013 non è unutopia: «Ci siederemo a parlare con la proprietà - ha concluso Lucci - e prenderemo una decisione». Che sia la migliore possibile per tutti: per il giocatore, che a 28 anni vuole giocare e lottare per grandi traguardi, e per la Roma, che prima di privarsi di un talento del genere ci penserà non una, ma mille volte. E non è detto che, dopo essersi confrontati, le strade possano separarsi.