25/10/2011 11:11
Intanto l'allenatore continua a mischiare le ricette, confezionando formazioni sempre diverse. Lascia in panchina certi giocatori e li sostituisce a sorpresa con altri, forse per correggerli sino alla perfezione. E allora cominci a correggere il difetto di uno dei suoi calciatori migliori: José Angel. Non riusciamo a renderci conto del perché, avendo questo ammirevole esterno tra le sue doti più incisive, capacità di corsa e di scatto, invece che proseguire l'azione negli spazi invitanti che gli si aprono sino alla bandierina, si fermi, indugi, appoggi la palla al compagno più vicino, ritardando l'azione e rinunciando a quei cross dalla linea di fondo che rappresentano lo sviluppo offensivo più tagliente espresso dal calcio di sempre. Per il resto molto bene Stekelenburg e De Rossi, bene a mio avviso il sempre prezioso Cassetti, bene (ma si sapeva) Juan.
Ma la Roma, che deve ancora crescere a livello di tenuta fisica, è ancora e sempre un laboratorio e sta mettendo in risalto proprio quella pazienza che al suo ribollente pubblico veniva invece negata. Ormai si è stabilita una inedita intesa tra la squadra e la platea: tu squadra ti impegni, azzardi il tuo gioco, fai il possibile per vincere e io pubblico ti riconosco anche il diritto di sbagliare, di fare esperimenti, addirittura di perdere. La Roma è insomma, nel bene e nel male la più clamorosa contraddizione di se stessa(...)
Baldini si è presentato in settimana con ironia e sincerità, con chiarezza e semplicità, sapendo bene che il solo modo per non essere creduto sarebbe stata l'arroganza e l'ostentazione. Rispetto al Baldini che conoscevamo ha perfezionato il suo vecchio modello. E ha ripreso a combattere la crociata che fu di Dino Viola e di Franco Sensi contro lo scandalo dei biglietti omaggio a vip e dirigenti e parlamentari. (...) Sono trent'anni che si combatte questa battaglia contro uno scandalo che riguarda soprattutto Roma e che sottrae denaro contante alle casse della squadre romane. Forse è il momento di vincerla