Il boemo amaro: «Due gol presi in fuorigioco»

27/08/2012 10:06



Tutto scritto Eppure i segnali della cabala un po’ si respiravano all’Olimpico. Le polemiche con la e con
(«Mi avessero squalificato per più di tre mesi, io mi sarei sospeso. Senza niente non si
uno così»), la Roma che non esordiva in campionato con una vittoria da 5 anni e quel tabù Maran (che Zeman in 4 sfide non ha mai battuto, ma ieri il tecnico del Catania ha smentito) che metteva un po’ paura.
«Complimenti per il trionfo di », gli ha detto prima del via lo stesso Maran. Ma Roma non è e Zeman lo sa. La partenza era stata di quelle da ricordare: uno stadio pronto a tremare d’entusiasmo all’annuncio del suo nome, così tanto che anche Zeman è stato capace di sciogliersi, emozionandosi allo sguardo di tanto amore. 





Bene così Ed infatti, alla fine, a Zeman è andata anche bene, perché ripartire con una sconfitta sarebbe stata dura. «Il nostro problema oggi è che gli esterni fanno pochi tagli; ha giocato troppo largo, lì è difficile costruire qualcosa. E Lamela deve ancora capire i tempi. In generale mi dispiace per i punti persi, anche se entrambi i gol del Catania erano in fuorigioco e il mani di Bellusci sul colpo di testa di Osvaldo era rigore. Criticare gli arbitri è frutto dell’abitudine. Io critico la mia squadra e così anche gli arbitri quando sbagliano. Non penso come Nicchi che non si può parlare degli arbitri o di quello che succede sul campo».