È arrivata l’arancia meccanica

13/04/2014 10:46

IL ROMANISTA (V. META) - Il taglio di capelli non sarà stato all’altezza, però davvero a un certo punto sembrava che all’Olimpico fosse atterrata quell’Olanda lì. Quella che sembrava venuta dallo spazio e infatti dopo niente sarebbe stato più come prima. A un certo punto la Roma è stata così, solo che il suo numero dieci non indossava il quattordici. Contro l’Atalanta arriva la settima vittoria consecutiva grazie l’unica arma che quelli della (che, a proposito, stasera a Udine dormiranno ancora col fiato dei giallorossi sul cuscino) non avranno mai: il coraggio della bellezza. Quella che ti fa fare possesso palla senza annoiare, che manda al tiro otto giocatori su undici, che difende in undici e vince in diciotto, falcidiata dalle assenze ma più forte anche di quelle. Il 3-1 che riporta la Roma meno cinque aspettando Udinese- di domani sera, per continuità e intensità di spettacolo è semplicemente la miglior partita della stagione. Con qualcosa come sei titolari fuori per infortuni e squalifiche, ha poco da scegliere: in difesa c’è Toloi al posto di , in una linea tutta brasiliana completata da , e Dodò, preferito all’ultimo a Romagnoli.

A centrocampo Taddei prende il posto di , mentre davanti, senza gli squalificati e , ma con il ritorno dal primo minuto di , si rivede titolare , in una notte che per lui sa tanto di ultima occasione. Colantuono, reduce dal ko interno con il Sassuolo che ha messo fine a una striscia di sei vittorie consecutive, deve fare a meno di Carmona e pure del gioiellino Baselli, e in attacco dà fiducia a De Luca accanto al solito Denis. Ci mette poco la Roma a far capire che aria tiri all’Olimpico di questi tempi: meno di tre minuti e da azione d’angolo Gervinho semina il panico costeggiando l’area da un vertice all’altro prima di mettere a sedere Migliaccio e calciare con il , senza però riuscire a scavalcare Consigli in uscita. Il sta a guardare cinque minuti più tardi, quando fa partire un bolide su calcio di punizione e per pochi centimetri non inquadra la porta. Il tiro a segno ininterrotto verso Consigli fa centro al 13’ ed è spettacolo vero: Taddei pesca Dodò in profondità, il brasiliano tiene in campo il pallone dopo averlo difeso dal ritorno di Stendardo e tocca indietro per l’inserimento dello stesso Taddei, che arriva velocissimo e calcia di prima intenzione con il , palla all’incrocio e Roma in vantaggio. Il monologo continua e prima o poi alla ribalta ci arrivano tutti, da a (gran cross per ) fino allo stesso , con in mezzo soltanto un bel tentativo di Bonaventura, deviato in angolo.

Il finale di tempo è tutto di , che prima chiude alla grande su De Luca lanciato in area, poi, proprio allo scadere, si vede arrivare da un pallone che aspetta solo di essere buttato dentro, ma invece di prendersi il secondo gol in campionato, lo appoggia dietro a , facile e ultimo treno preso in tempo. Lo show continua anche dopo l’intervallo, perché a un gran sinistro di controbalzo di Taddei finito fuori di poco sul palo lontano, risponde lo slalom di Denis, che manda per terra e , ma si vede murare la conclusione da un monumentale . La firma sul tris ce la mette Gervinho, che al 18’ si vede arrivare un assist al bacio da e con il mette la palla sul secondo palo, tutto talmente bello (e quindi vero) da sembrare anche facile. Ci sono tanti modi per fare possesso palla, la Roma usa quello più spettacolare, rapido, tutto di prima o quasi, con improvvise imbucate che aprono squarci nella difesa dell’Atalanta. La squadra di Colantuono non esce dalla partita neanche dopo il 3-0 e al 26’ chiama per due volte all’intervento con Livaja e Bonaventura, prima che faccia tremare il palo centrandolo con un gran a giro dalla lunetta. L’Atalanta accorcia le distanze al 33’ con un colpo di testa di Migliaccio, buono forse solo per far arrabbiare , vista la prestazione sin lì impeccabile sul piano difensivo. Il resto è arancione.