Roma show, tre luci a San Siro

27/02/2017 13:09

IL MESSAGGERO (U. TRANI) - La notte di San Siro incorona la Roma. Che, confermandosi l’autentica rivale della capolista (ancora a più 7), tiene aperto il campionato a 12 giornate dal traguardo: 3 a 1, meritato e coinvolgente, all’. Risultato che è la sintesi della prestazione sontuosa dei singoli e dalla maturità certificata del gruppo. Prova di forza, per il blindare il 2° posto staccando il (ora a meno 5) e avvertire la Lazio (mercoledì la semifinale d’andata di Coppa Italia), con il timbro del giocatore-simbolo: , che indirizza la sfida con una doppietta per tutti i gusti, vantaggio disegnato di classe e raddoppio di potenza, prima del gol di Icardi e del rigore trasformato da . dà la solita lezione a Pioli che, come sempre presuntuoso, sbaglia la formazione di partenza, eccessivamente sbilanciata, e persevera durante il match: la corsa verso il podio per la si interrompe sul più bello.

SUBITO A SPECCHIO L’ spregiudicata e la Roma equilibrata: prima del via, è inequivocabile l’atteggiamento scelto dai tecnici. Che, pur scegliendo lo stesso sistema di gioco, utilizzano sulle corsie interpreti con caratteristiche differenti: Candreva e Perisic, cioè due esterni offensivi, e Juan Jesus, quindi un terzino e un centrale. Nel 3-4-2-1 giallorosso manca : il suo provino in mattinata non ha convinto e quindi il mancino è finito in panchina. In quello nerazzurro, gli unici difensori sono Murillo e, per l’assenza di Miranda, D’Ambrosio che di solito gioca sulla fascia. Icardi, al rientro dopo i 2 turni di , può contare sulla presenza, alle sue spalle, di Joao Mario e Brozovic, oltre ovviamente alle ali Candreva e Perisic. Ma, già all’alba del match, è chiaro che la formula spregiudicata può rendere l’assetto vulnerabile.

TRACCIA INCONFONDIBILE Pioli, insomma, prova a spaventare la Roma. Che, restando se stessa, non patisce il pressing degli avversari. Anzi, organizzata e aggressiva, riparte appoggiandosi a che indica la porta ai suoi compagni. chiama subito alla paratona Handanovic che però non arriva sul destro a giro di , ancora su apertura del centravanti. A centrocampo lo scontro è fisico e di qualità. tira fuori tutta la sua esperienza per limitare il pischello Gagliarini, è padrone della sua zona e costringe Kondogbia ad arretrare. aiuta in fase di non possesso e con è sempre pronto alla transizione rapida ed efficace. L’assetto, con il sacrificio di gruppo, garantisce compattezza. Nei pochi casi in cui si allunga, chiude su Icardi e soprattutto , pochi secondi dopo la rete di , a buttarsi con il corpo per chiudere la conclusione ravvicinata di Joao Mario. I giallorossi, nella prima parte, hanno la possibilità di concedere il bis: bravo Handanovic a distendersi sul diagonale mirato di . Bene, a fine tempo, anche sul tiro velenoso di Brozovic.

FISICO BESTIALE L’ accelera dopo l’intervallo: destro di Candreva, ma devia ancora in angolo. Ci prova anche Perisic: salva . Pioli ci crede: dentro Eder per Brozovic. Ma paga subito la mossa. Alla prima transizione viene punito da . Che, prima di festeggiare con i tifosi giallorossi in estasi nel terzo anello sud, spara da fuori area il destro del 2 a 0: 12° gol stagionale (e 9° in questo torneo). Dentro Anche Gabriel Jesus per Candreva, per e Banega per Joao Bario. Icardi segna a porta vuota su invito di Perisic. sostituisce con . salta Medel che lo stende: trasforma il rigore (12° in campionato concesso ai giallorossi) del 3 a 1. L’attacco da 84 gol, insomma, non si placa