Roma, futuro Spalletti: il nodo è la rosa

10/03/2017 20:11

ILMESSAGGERO.IT (G. LENGUA) - Non ne fa una questione di trofei (anche se in più di un’occasione ha detto che vincere è un imperativo), non ne fa una questione di cuore perché della Roma è innamorato e non ne fa una questione d’ambiente perché quello della Capitale «è il migliore dove si può lavorare». Il futuro di Luciano dipenderà solo dalle promesse di , che il 16 o il 17 marzo dovrebbe arrivare a Roma. Il tecnico pretende una squadra all’altezza che possa affrontare tre competizioni a testa alta, senza incorrere in figuracce come quella di ieri a Lione o quelle con Lazio e che hanno compromesso un’intera stagione di lavoro. Il mercato di gennaio è stato un flop, è arrivato solo Grenier che ha giocato appena tre minuti con la , Massara ha provato a vendere Gerson al Lille per fare cassa, ma il brasiliano ha fatto saltare l’affare e Lucio ha risposto facendolo giocare con la Primavera. ci ha provato a non dare alibi alla squadra: durante il mercato invernale ha assicurato che i suoi calciatori sarebbero bastati per portare a termine la stagione, mentre alla vigilia del Lione ha spiegato: «Se dicessi che la rosa è stanca sarebbe come autorizzarli a perdere partite per due/tre mesi». A nulla è servito. La Roma dovrà fare due ‘remuntade’ contro Lione e Lazio per sperare ancora in un trofeo dato che il campionato è virtualmente chiuso.

STANCO - Ma da cosa dipenderà il mercato estivo? Ovviamente dall’accesso alla . Definita da Lucio «lo scudetto della Roma», sarà determinante sia per non smembrare la rosa assecondando qualche richiesta di rinnovo (vedi , e ), sia per integrarla con calciatori che consentano di far rifiatare i titolari. , per adesso, osserva da lontano non solo le sorti della squadra in campo, ma anche quelle dello stadio; l’impazienza di far crescere il club è tanta, la pressione inizia a farsi sentire, specialmente dopo sei anni di gestione americana in cui non sono arrivati trofei.

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