La Roma resta senza sponsor

05/09/2017 13:38

IL TEMPO (A. AUSTINI) - Quel vuoto sulla maglia assomiglia sempre più a una voragine. La Roma ha iniziato la quinta stagione consecutiva senza uno sponsor sulla maglia. Un paradosso che continua e una triste eccezione: in serie A quest’anno solo i giallorossi e la Sampdoria hanno le divise «immacolate».  è atteso nella Capitale la settimana prossima ma difficilmente porterà con sé novità sostanziali. L’ultimo contratto firmato dalla Roma risale a giugno 2010, quando la vecchia proprietà prolungò il rapporto con la Wind fino al 2013, per un compenso massimo di 6 milioni di euro più un altro milione in caso di qualificazione in  e vari bonus. Da allora nessuna azienda si è legata al club acquistato nel frattempo dagli americani, i migliori, in teoria, nello sfruttamento dei marchi sportivi. Eppure nessuno dei direttori commerciali sin qui scelti da  è riuscito a trovare un main sponsor disposto a spendere quanto la Roma chiede. Dal tedesco Christoph Winterling, passando dall’americano Sean Barror fino al francese Laurent Colette venuto dal , ora tocca all’italiano Luca Danovaro guidare una missione che sembra diventata impossibile. Di errori ne sono stati commessi parecchi e tutti provengono dall’alto. Sbagliata la strategia iniziale –  voleva uno sponsor unico per maglietta e nome dello stadio – troppo alto il prezzo richiesto quando ha deciso, viste le lungaggini per la costruzione del nuovo impianto, di cercare intanto un marchio solo per le divise: la Roma chiedeva prima 20 milioni, adesso 15, sarebbe magari disposta a chiudere a 12-13 per eguagliare l’accordo ottenuto dal Milan con Emirates che è stato scelto come parametro di riferimento.

Ma nonostante la Roma degli ultimi anni sia una squadra superiore ai rossoneri sul campo, non lo è come appeal internazionale. Un termine di paragone più realistico potrebbe essere il , che ha però puntato su tre aziende locali che si dividono tutti gli spazi in vendita sulle maglie grazie alle regole recenti approvate dalla Lega: Lete, Garofalo e Kimbo portano un totale di circa 8 milioni all’anno da De Laurentiis. La Roma ne ha rifiutati 7.5 più bonus dalla Turkish Airlines che nel 2015 offriva un biennale. Moltiplicando i teorici mancati incassi per 5 anni, si arriva a quasi 40 milioni «bruciati» in virtù di una strategia che, per ora, non paga.  punta al colpo grosso e non vuole svendere lo spazio sulla maglia. Farlo adesso, d’altronde, non avrebbe più senso. Ma fino a quando non troverà un partner di spessore – il calcio italiano e il Paese in sé non aiutano di certo – rincorrerà da lontano la  di Agnelli. In attesa dei dati aggiornati, nel bilancio chiuso al 30 giugno 2016 i bianconeri hanno contato ricavi commerciali per 83,5 milioni mentre la Roma si è fermata 21,1. Anche per colpa di un accordo a ribasso con Nike che, col senno di poi, ha fatto infuriare lo stesso .