PALLOTTA: "Scudetto possibile. Cambiamo filosofia per vincere, ma servirà tempo. Venerdì mi aspetto l'ok per lo stadio"

23/11/2017 23:16

SPORTS ILLUSTRATED - James , presidente della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al magazine americano sull'andamento della stagione dei giallorossi. Queste le sue parole:

Nonostante e Monchi siano al primo anno, la Roma sta facendo bene sia in League che in Serie A. Ve lo aspettavate o è accaduto prima del previsto?
Penso che il nostro obiettivo, ripensando a dove eravamo all’inizio, era di provare a entrare costantemente in League. Cosa che chiaramente non è stata facile nei primi anni o giù di lì. Ci siamo riusciti 3 volte su 4 e una volta siamo andati in Europa League. Stiamo ancora provando a costruire una squadra da scudetto. C’è voluto un po’ di tempo per imparare alcune cose e ancora di più per cambiare la filosofia di gestione del nostro mercato. Credo che Monchi stia facendo questi cambiamenti, sono cose che richiedono un po’ di tempo. C'erano delle questioni su cui lavorare, abbiamo fatto cose buone negli ultimi 3 o 4 anni, altre meno buone. Bisogna fare dei tentativi e migliorare. Avevamo molto da imparare. Io avevo molto da imparare. Ma penso che ci stiamo arrivando. E credo che venerdì avremo l’approvazione e l’annuncio, da parte della Regione, per il progetto dello stadio. Potrebbe essere un bel regalo di Natale. Tante cose cambieranno quando si saprà che avremo sicuramente uno stadio tutto nostro.

Da una prospettiva strettamente calcistica, lei ha parlato di cambio di filosofia. Può spiegarsi meglio?
Abbiamo fatto dei cambiamenti negli ultimi due anni sul nostro scouting. Abbiamo sviluppato incredibili sistemi di analisi. Penso che anche il nostro sistema delle academy sia cambiato in meglio. Abbiamo la sensazione di aver dato più tempo ai nostri giovani. Non so se mi sbaglio, ma sono abbastanza sicuro che siamo i sesti in Europa tra quelli che forniscono più talenti alle altre squadre. Guardate ad esempio Lorenzo Pellegrini, che prima avevamo ceduto in prestito. Non sono sicuro che sarebbe successo se Monchi fosse stato qui. Dovremmo dargli più minuti in campo. Per me sarà un giocatore estremamente importante della Roma per i prossimi 10 anni. Vogliamo essere sicuri che giocatori come lui restino qui e capiscano che la Roma li vuole. Facendo così, le cose possono cambiare leggermente rispetto al passato. Abbiamo tanto altro nei nostri programmi sui giovani, su cui siamo piuttosto impegnati, specialmente per i ragazzi che arrivano fino a 15/16 anni. Ovviamente sono giovanissimi, ma abbiamo individuato molti giovani talentuosi. Crediamo davvero che ad un certo punto, con i programmi che abbiamo e con tutti i cambiamenti fatti, potremmo avere 5 o 6 ragazzi da mandare in prima squadra ogni anno. E poi c'è qualcos'altro da sistemare riguardo i rapporti con gli altri club. Ma siamo contenti di quanto abbiamo fatto finora.

Per quanto riguarda Monchi e , è un po’ presto parlarne ma è contento del punto in cui siete arrivati ora, giusto?
Riguardo Monchi, ha 15-16 anni di esperienza con un'altra squadra e una reputazione che si è giustamente meritato. Per quello che ha fatto nella ricerca di giovani calciatori, con un budget molto inferiore alla maggior parte dei club, e per come la sua squadra si è comportata in patria ma anche in Europa, vincendo 5 Europa League, avevo ottime sensazioni quando ho cominciato a parlare con lui di cosa pensavo per la Roma. E lo abbiamo preso. Sapevo che c’erano tanti altri grandi club sulle sue tracce, che gli offrivano di più. Ma gli piaceva il progetto. Ha lavorato molto duramente quest’estate e abbiamo ancora molto da fare. Ho un bel rapporto con lui, penso che sia stata davvero una grande scelta per la squadra. E poi è uno di loro: sa parlare con i giocatori, ma anche con l’allenatore e lo staff. Quindi, da quel punto di vista, avevo totale fiducia ed è andata bene. E’ quello che mi aspettavo, se non di più. Per quanto riguarda , negli ultimi due anni ci è piaciuto il modo in cui giocava e ragionava. Ma il suo passato in giallorosso è stato determinante nella sua scelta, capisce le difficoltà di questo ambiente, dal derby al doversi semplicemente trovare qui, a confrontarsi con tutti i giornalisti, le radio e le tv. Capisce tutte queste cose, le sa gestire. Credo che sia diventato anche più flessibile. Quando abbiamo parlato con lui in estate, ha detto ‘Questo è il mio stile di gioco ed è così che io gioco’. Nel giro di un paio di partite abbiamo visto gli aggiustamenti che ha fatto. E dobbiamo davvero apprezzare il suo lavoro. Ora possiamo giocare in casa di big come il Chelsea come abbiamo fatto a Stamford Bridge. Altre volte, nel passato, magari avremmo pensato ‘Ci risiamo...’. E le sue rotazioni nel sono ottime. Abbiamo capito che quest’anno avremmo dovuto avere una rosa più profonda e così è stato. Sta utilizzando molti giocatori. Guardate Gerson, tanti pensano che sia solo un centrocampista, invece l'ha fatto giocare esterno alto a destra e ha segnato due gol (con la , ndr). Oppure , sa giocare a destra sia da terzino che da attaccante, ma sarebbe perfetto anche a centrocampo. Sfortunatamente abbiamo avuto degli infortuni, come quello di Karsdorp. Schick dovrebbe tornare presto e ci aspettiamo molto da lui. Defrel può giocare alto a destra o a sinistra, alle spalle di . Schick invece sa agire a destra o può giocare con o anche al suo posto. Poi c’è e tutti pensano che possa giocare solo a sinistra, invece a destra fa bene, guardate i due gol al Chelsea. Questa intercambiabilità è bella, la stiamo mettendo in atto.

Questa Roma è abbastanza forte per vincere lo scudetto?
Anche negli ultimi due anni lo eravamo. Quando è arrivato ed è rimasto imbattuto nelle ultime 17 partite, non eravamo così lontani. Se avessimo giocato così nella prima metà di quella stagione... Prima del cambio di allenatore c’è stato un periodo in cui non abbiamo vinto per 11 partite. Poi arriva , guardi quelle partite e non c’è ragione per non pensare di aver potuto vincere 3, 4 o 5 di quelle partite. Parliamo di 10 punti. E poi l’ultima stagione siamo finiti 4 punti dietro alla . Quindi ci siamo. Ci sono state partite contro alcune squadre che avremmo dovuto vincere e invece abbiamo pareggiato. Stiamo diventando più tosti come squadra. Quindi cosa dovrei pensare? Comunque, in questo momento la Serie A, per il gioco visto finora, è pari agli altri campionati. Ci sono , , , Roma, Sampdoria, Lazio, potremmo poi contare anche il Milan e forse la , ma di sicuro almeno le prime. Poi c’è l’Atalanta, giocare in casa loro non è facile, noi lì abbiamo vinto a inizio stagione, non so se altri saranno in grado... Davvero, è un campionato davvero difficile. Quindi sì, penso che possiamo vincere lo scudetto. Abbiamo anche una gara in meno e siamo proprio lì. Abbiamo avuto un calendario duro, credo. E dobbiamo solo pensare a noi e al nostro gioco, come abbiamo fatto sabato contro la Lazio. Penso che la squadra si stia trovando sempre più a suo agio con se stessa. C’è unità d'intenti. Si è visto dopo la partita con la Lazio, sono andati tutti a cena fuori. Non c’erano fazioni, gruppetti... Erano tutti insieme.

Come trascorre il tempo tra Boston e Roma?
Adesso, sostanzialmente, sono di più a Boston, ci sono le questioni legate alla Roma ma ho anche molti altri affari. Ma in questo periodo negli ultimi 6-9 mesi, ci sono molte questioni in ballo a Boston, riguardo la Roma e il progetto del nostro stadio. E’ come se ci fossero nuove cose da fare ogni giorno. Ieri ho passato metà della giornata nello studio del nostro architetto. Non è che non voglia andare a Roma o non voglia stare con la squadra. Dicono che sono un presidente assente, ma non c'è nulla di più lontano dalla realtà. Sto lavorando su tantissime cose. Le nostre operazioni commerciali hanno sede a Londra, quindi quando sono a Roma devo anche passare per Londra, per via delle nostre attività. Faccio solo ciò che ritengo necessario.

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