La Roma alla svolta obbligata. Di Francesco è già al bivio

04/02/2018 13:55

LA REPUBBLICA (M. PINCI) - Cosa sia successo alla Roma negli ultimi due mesi non lo ha capito nessuno. Ma su una cosa a Trigoria hanno le idee chiarissime: o l’aperitivo delle 12.30 col Verona segna una svolta o nulla sarà più lo stesso. Sette partite senza vincere erano capitate sotto la gestione americana al solo , per trovarne una peggiore bisogna tornare all’anno 2005. Cambiare senza essere cambiata: il mercato che poteva toglierle o , o anche il solo Bruno , ha invece lasciato la Roma identica a quella della prima parte di stagione. e gli altri dovranno però dimostrare di aver svoltato. Al Bentegodi, dove dopo il passaggio del turno in è forse iniziata, contro il Chievo, la vera crisi d’identità romanista.

La marcia d’avvicinamento agli ottavi di contro lo Shakhtar, sembra disegnata per ritrovare convinzione e risultati. Dopo il Verona, Benevento all’Olimpico e Udinese in Friuli. Non arrivasse subito una reazione, la dirigenza dovrà però iniziare a pensare a come defibrillare una squadra che ha smesso di reagire agli stimoli: che siano un richiamo alla responsabilità da parte dei dirigenti o una strigliata dell’allenatore. E tutte le posizioni - pure quella di - saranno valutate, se utili a dare una scossa. Non vuol dire che il tecnico rischi il posto, visto che il ds Monchi gli ha appena rinnovato la fiducia. Ma farsi domande sulle componenti della crisi - tutte - è inevitabile. A fine stagione sarà ancora rivoluzione con almeno 6- 7 big destinati a cambiare aria.
Certo ieri, mentre la Roma s’imbarcava per Verona, sugli smartphone dei giocatori scorrevano i gol di in un torneo di vecchie glorie, insieme a fiumi di nostalgia.