Il crocevia di Florenzi

25/05/2018 13:38

IL TEMPO (E.MENGHI) -  Rinnovo o addio, all’incrocio più importante per il futuro è a scegliere da quale parte andare. I tempi sono maturi, il contratto del vicecapitano romanista scade nel 2019, in Italia (ma anche all’estero) non mancano gli ammiratori, non è certo un segreto che piaccia a , per esempio, ma la volontà di continuare insieme nella capitale sembra essere reciproca. Sembra. In realtà il finale non è così scontato, e c’è un nodo economico da sciogliere: l’esterno chiede 4 milioni di euro a stagione per 4 anni, la Roma è disposta ad arrivare a 3 (dai circa 1,8 milioni attuali) e a spalmare l’ingaggio oneroso offrendogli un anno in più. Non ci sono ancora appuntamenti fissati tra il procuratore e Monchi, nonostante l’invito pubblico del diesse spagnolo a sedersi al tavolo delle trattative ora che il campionato è alle spalle. L’incontro, in ogni caso, ci sarà a stretto giro di posta e si cercherà di risolvere la situazione prima della partenza di per le vacanze con la famiglia allargata (la moglie Ilenia è incinta della seconda figlia). I ragionamenti che fanno tentennare il club sono l’alto stipendio preteso dal giocatore e la ricerca di un ricambio nella rosa per dare nuovi stimoli allo spogliatoio. Le due cose sono collegate, perché all’aumentare dei costi della società con rinnovi che schizzano verso l’alto (c’è pure in lista d’attesa) cresce la necessità di vendere e di fare plusvalenze, perciò il sacrificato potrebbe essere il diretto interessato . Se le parti non troveranno un compromesso, sarà addio alla Roma, che non può rischiare di perderlo a parametro zero dal prossimo gennaio.

A Trigoria tira aria di cessioni, i grossi guadagni della hanno garantito un bel gruzzoletto, ma è in virtù di un sano rinnovamento della rosa che presto un «senatore» potrebbe salutare: c’è da 5 anni, e da 4, lo stesso da 6, senza contare tutta la trafila nelle giovanili giallorosse. Chi è alla fine di un ciclo può cambiare aria e la Roma otterrebbe così l’effetto di «rinfrescare» lo spogliatoio, magari inserendo giovani del calibro di Kluivert dell’Ajax, seguito attentamente da Monchi, o Cristante dell’Atalanta, oltre a Coric, il più vicino. Se alla fine il vicecapitano dovesse prendere la strada che lo porterà lontano dal suo «primo amore», il diesse andrebbe alla ricerca di un esterno destro (Kaderabek dell’Hoffen- heim resta tra i preferiti) ma perderebbe anche quel jolly che il neo ct dell’Italia Mancini è pronto a sfruttare a pieno. «Terzino è una sicurezza, ma in Nazionale vorrei provarlo da inter- no di centrocampo», ha rilanciato da Coverciano. Per sarebbe un salto nel passato, mentre la testa sceglie il futuro.