Roma, rosa al suolo

14/03/2019 12:23

IL MESSAGGERO (U. TRANI) -  , ritornato a Trigoria dopo 8 anni, conosce bene il suo compito da qui al traguardo che non è poi lontano (26 maggio): motivare, aggiustare e normalizzare. E con lo stesso obiettivo chiesto da a : deve piazzarsi almeno al 4° posto. La Roma non ha altro a cui pensare fino alla conclusione della stagione. Rimangono 11 tappe (e 33 punti) per tentare la rimonta: l' quarta e il Milan terzo sono avanti rispettivamente di 3 e 4 punti (domenica c'è il derby, i giallorossi giocano invece sabato a Ferrara contro la Spal). Corsa , dunque, ancora aperta. Parallelamente, però, al lavoro del nuovo allenatore, diventa altrettanto decisivo quello della società. In particolare del management che vive accanto alla squadra. Sono i professionisti scelti dalla proprietà Usa per la sfera tecnica: il Fienga, il ds Massara (promosso dopo l'addio di Monchi) e che, pur senza avere alcuna carica nell'organigramma del club, è ultimamente più coinvolto nella programmazione.
FASE CRUCIALE - Il presente, insomma, non è solo il campionato, con il piazzamento da (ri)conquistare. In contemporanea si giocano anche altre partite. Fuori del campo, ma comunque impegnative. Sono le trattative per assicurarsi i rinforzi per la prossima stagione. Il mercato è adesso. Bisogna intervenire subito per non farsi poi prendere dalla fretta e per il collo nelle negoziazioni se le stesse vengono posticipate. , battezzato traghettatore, si farà da parte a fine torneo. Andrà scelto l'erede. Chissà se toccherà a Massara indicarlo: il nuovo ds ancora non sa se il suo incarico è definitivo o a tempo. Baldini, da Città del Capo o da Londra fa lo stesso, si confermerà di suggeritore di . Ma Fienga, in sintonia con (e con Conti), vuole quantomeno essere interpellato, vivendo la realtà della Capitale, quando sarà il momento di decidere chi mettere in panchina. Sarri è il tecnico che dovrebbe/potrebbe mettere d'accordo ogni collaboratore del presidente. Non è sicuro, però, che lasci il Chelsea. Ecco perché non è l'unico candidato.
RICOSTRUZIONE RADICALE - Di profili, da tempo, ne stanno studiando diversi. In Italia più che all'estero. Ma se si prende tempo per l'allenatore, urgente e inderogabile diventa la ricostruzione della rosa. Non da migliorare, ma da riqualificata. Semplicemente da rifare. E non per ridurre il gap in serie A con la (distacco attuale: 28 punti), quanto per tornare a competere. Qualche giocatore finirà sotto esame nelle prossime 11 giornate. I ruoli scoperti, però, sono chiari. Largo a nuovi titolari e non ad altre comparse. Almeno 6: , terzini destro e sinistro, centrale difensivo, regista e centravanti. Giovani e magari italiani come Cragno, Mancini, Izzo, Barella, Tonali, Sensi, Locatelli e Belotti sono già nell'elenco. La Roma, dunque, deve rifondare completamente la difesa. Ha, invece, qualche certezza in più a centrocampo per l'affidabilità di Pellegrini, Cristante e Zaniolo. In parte pure in attacco: è la garanzia, Kluivert e Schick danno segnali di ripresa. Ma in ogni reparto c'è qualche problema da prendere di petto: la clausola (bassa) di , la conferma (in bilico) di Nzonzi, il rinnovo (incerto) di e la cessione (probabile) di Under. L' ingaggio di Zaniolo andrà rivisto. Ma la priorità, a prescindere dal nuovo tecnico e dal piazzamento finale, sono quei 6 acquisti. Imprescindibili.