Quattro finali per Ranieri

30/04/2019 14:28

IL TEMPO (A. AUSTINI) - Mai in Paradiso. Ma conta entrarci alla fine. L'Atalanta conferma la dura legge con cui deve convivere, per suoi demeriti, la Roma quest'anno: non è mai stata tra le prime quattro in classifica alla fine di un turno di campionato. La vittoria sul Cagliari unita al ko del Milan a Torino le hanno concesso di respirare solo per due giorni l’aria di , ma ieri sera, puntuale, l’Atalanta, seppur soffrendo, si è riportata avanti battendo l'Udinese. , quindi, deve continuare a rincorrere. Ha ereditato una Roma al quinto posto da , con un derby appena perso in malo modo e un’eliminazione dolorosissima a Oporto, e sempre lì si trova, anche se è riuscito a ridurre a un punto il gap dalla quarta: il giorno del suo insediamento c'era l' a +3 e il Milan a +4. È proprio l’armata di Gasperini ad aver recuperato più terreno - quattro lunghezze - sui giallorossi durante la gestione , che più dei risultati ha riportato equilibri e sicurezze nella squadra. Il trend è positivo e la scia le speranze aperte, grazie a tre successi nelle ultime quattro gare e un solo gol subìto da Perisic a San Siro. Nell’altra area, poi, le cose continuano a funzionare: con 61 reti all'attivo l'attacco della Roma è il quarto migliore del campionato. Ma non basta ancora per ottenere il quarto posto. «Tutti uniti per queste quattro finali» ha scritto ieri sui social Alessandro , affidandosi a un slogan piuttosto abusato ma calzante. Calendario alla mano, i prossimi due impegni saranno senz'altro decisivi per le sorti dei giallorossi. Prima a Marassi contro il di Prandelli, dove la doppia vittoria stagionale manca da undici anni, poi in casa contro i campioni d'Italia della , che hanno già dimostrato con l' di non voler concedere regali alle rivali di sempre. Chiusura nello stadio del e all'Olimpico col Parma, un deja vu del 2001 quando in
palio, però, c'era una posta decisamente più grande. Per la Roma stravolta e mal gestita di quest'anno la qualificazione in (sarebbe la sesta di fila) non varrebbe uno scudetto ma comunque tantissimo, per continuare a programmare in grande. Una società che non riesce ad autofinanziarsi senza ricorrere alla cessioni nell’anno in cui disputa la semifinale del torneo più ricco, figuriamoci quanta fatica farebbe a mantenere gli equilibri finanziari perdendo del tutto l’«oro» della . La motivazione unisce società e allenatore, perché riportare nell'Europa che conta la Roma sarebbe un’altra perla da incastonare nella carriera di
. Un uomo che ha conquistato tutti in poche settimane a Trigoria, anche chi - e non mancavano - lo aveva riaccolto con un certo scetticismo. E i giocatori? In vogliono sempre starci e per chi sa già di cambiare aria nella prossima stagione c'è comunque un premio da riscuotere come da contratti individuali e di squadra. Insomma gli stimoli sono massimi, a Trigoria si respira una nuova aria di fiducia e si punta a fare l’en-plein nelle ultime quattro «finali» per non lasciare nulla di intentato. Sulla carta potrebbero bastare anche 10 punti grazie a qualche stop preventivabile delle rivali, ma di terreno la Roma ne ha già perso fin troppo ed è vietato fare calcoli