Florenzi, viaggio in Europa a caccia dell'identità perduta

06/11/2019 13:22

IL MESSAGGERO (S. CARINA) - Ritorno al passato. E per una volta, le sensazioni sono poco piacevoli. Perché quattro panchine consecutive possono essere nulla, se sei convinto che prima o poi tornerai padrone del tuo ruolo. Ma anche il prologo di una crisi, se il tecnico nella posizione che ormai senti tua («Mi sento terzino», 1 ottobre 2018) con l’infortunio di Zappacosta ti preferisce sia Spinazzola (acquistato inizialmente per giocare a sinistra), Santon (a Udine) o Cetin, di professione centrale, con tanto di motivazione: «Mi serviva difendere bene» (post-gara con il Milan, 27 ottobre). Tradotto: non solo non più titolare ma nemmeno seconda scelta.

DUTTILITÀ DI TRAVERSO - sembra quasi costretto a riavvolgere il nastro. E tornare così ai primi periodi in giallorosso quando poteva/doveva far tutto ma non era specialista in nulla. Terzino, interno in mediana, alto a destra o a sinistra nel tridente, che fosse o , Alessandro pur di giocare rispondeva sempre presente. E scherzando, ma non troppo, ricordava «di essere bravo anche in porta». Una duttilità che alla lunga sta diventando un boomerang. Perché alla fine non è diventato «meglio di Dani Alves» (copyright ), non s'è affermato come pensava Zeman da intermedio e nemmeno come esterno offensivo, come lo vedeva inizialmente . Singolare che questo boomerang arrivi nella stagione nella quale è diventato capitano. E in quella dove ha ottenuto, dopo un periodo difficile, l'apporto della , lo scorso 25 agosto.

QUEL GOL SBAGLIATO - Il Monchengladbach per potrebbe rappresentare uno spartiacque. Sia nella prestazione che nel ruolo. La domanda è d'obbligo: dove lo vede Fonseca? Di questo ed altro il calciatore ha parlato lunedì con il tecnico, venendo rassicurato: presto sarà di nuovo coinvolto. In attacco, però, la Roma è in overbooking, con pronto a far rifiatare uno dei trequartisti (e Mkhitaryan disponibile dopo la sosta). Resta più scoperto il ruolo di difensore, soprattutto in un momento di iper-attività. Tra l'altro domani Alessandro avrebbe qualcosa da farsi perdonare. Nell'1-1 dell’Olimpico, prima dell'abbaglio di Collum, quella palla a tu per tu con Sommer, grida vendetta. Chissà, vedendo i compagni giocare, quante volte ci ha pensato? Ora, ha l'occasione per voltare pagina.