La Procura va a fondo sul caso Petrachi

18/11/2019 14:07

IL TEMPO (A. AUSTINI) - Il primo snodo si avvicina. E non promette nulla di buono. La Procura Figc sta andando a fondo nell’indagine su Gianluca Petrachi, che rischia il deferimento ed eventualmente la se venisse dimostrato che ha iniziato a lavorare per la Roma da direttore sportivo quando era ancora sotto contratto con il Torino. La vicenda è nota e nasce dalla gaffe in conferenza stampa dello stesso dirigente che si è trasformata in una sorta di auto-denuncia, quando commentando la trattativa poi saltata con l' per parlò di un incontro avvenuto «a maggio». Dichiarazioni riportate da vari giornali, tra cui il quotidiano torinese «Tuttosport» il cui articolo è stato utilizzato nella segnalazione alla Procura provenuta direttamente dall'ufficio del presidente federale Gravina. Il fascicolo è stato aperto lo scorso 27 settembre, Petrachi è stato ascoltato il 21 ottobre e nel frattempo sono stati sentiti anche dirigenti del Torino, dell' e alcuni agenti come potenziali testimoni. La novità riguarda l’acquisizione da parte dei procuratori Figc dei contratti di cessione dei giovani Freddi Greco e Bucri dalla Roma al Torino. I due ragazzi sono stati infatti girati gratuitamente ai granata nell’ambito di un «gentlemen agreement» tra Cairo e la dirigenza giallorossa, che aveva come scopo proprio quello di liberare Petrachi dal vincolo contrattuale fino al 30 giugno 2020 che il patron granata non voleva sciogliere per «ripicca»: solo dopo il doppio trasferimento, il 25 giugno Cairo ha dato il suo ok. Dai documenti inviati dalla Lega di Serie A in Procura sì evince come non ci sia stato passaggio di denaro fra le due società: entrambi i contratti - firmati dal Fienga per i giallorossi e dallo stesso Cairo per conto del Torino - non prevedono compensi né alla Roma né agli agenti e solo nel caso di Freddi Greco è stata inserita una clausola che prevede una percentuale del 30% spettante al club di in caso di futura rivendita del calciatore. Il ragazzo, nel giro delle nazionali giovanili, è stato quindi di fatto «regalato» e anche di questo è stato chiesto conto a Petrachi durante l'interrogatorio in Via Campania. Il sospetto degli inquirenti è che sia stato lo stesso dirigente a definire la trattativa col club da cui si era dimesso, confermando di fatto che era già insediato a Trigoria. L'ex ds torinista ha negato questo e gli altri addebiti durante l’audizione, spiegando che il caso nasce da una sorta di «persecuzione» che Cairo avrebbe attuato nei suoi confronti. Le prove a sostegno della presunta violazione del regolamento dei direttori sportivi (articolo 7), però, non mancano, come ad esempio la presenza dello stesso Petrachi la sera del 4 giugno a Fiumicino di ritorno insieme a Fienga da un viaggio a dove la Roma si accordò con Fonseca. «Il famoso incontro» lo ha definito Petrachi in tv nel pre-partita dell'ultima gara a Parma, rischiando una nuova gaffe, cosa che ha creato non pochi imbarazzi a Trigoria.
I tempi per la chiusura dell'indagine scadono martedì 26 novembre, mala Procura può chiedere una proroga. Petrachi, assistito dall'avvocato della Roma Antonio , non ha per ora chiesto il patteggiamento. In caso di deferimento, assai probabile, verrà rinviato al giudizio del Tribuna Federale e anche durante l’eventuale processo potrà chiedere di patteggiare la pena. Sulla carta, rischia la di qualche mese. Sarebbe un danno d'immagine e di natura pratica per la Roma, che a sua volta va incontro a una multa salata.