«Parnasi pagò i politici». Ora rischiano il processo i tesorieri di Pd e Lega

06/11/2019 07:20

IL MESSAGGERO (V. ERRANTE) - Duecentocinquantamila euro alla Lega e 150 mila al Pd. Così l'imprenditore Luca avrebbe finanziato la politica. E adesso il parlamentare e tesoriere del Carroccio, Giulio Centemero, e l'ex tesoriere del Pd, senatore ora passato a Italia Viva, Francesco Bonifazi, rischiano il processo insieme allo stesso costruttore, già alla sbarra per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione per la vicenda . Sono sette i nomi finiti sul registro degli indagati della procura di Roma, che ha chiuso le indagini accertando la natura di finanziamenti occulti ai due partiti un contributo economico all'associazione Più voci, considerata emanazione della Lega, e un finto studio commissionato da una società del costruttore alla Fondazione Eyu, legata ai Dem. E mentre a Bonifazi viene contestata anche la falsa fatturazione, per Centemero l'accusa di finanziamento illecito arriva anche dai pm di Milano, che hanno individuato un altro passaggio di denaro: 40mila euro, un contributo dell'ex patron di Esselunga, recentemente deceduto, all'associazione Più voci.
La vicenda dei finanziamenti del costruttore romano alla politica era emersa durante la maxi inchiesta sullo , quando , intercettato, stilava l'elenco delle dazioni e dei contributi da erogare in campagna elettorale.

SOLDI ALLA LEGA - A rischiare il processo con e Centemero, rappresentante legale di Più voci, membro del consiglio federale del Carroccio e tesoriere, è anche Andrea Manzoni, revisore legale del gruppo Lega-Salvini al Senato. Sono due i passaggi di denaro contestati. Il primo bonifico da parte di Pentapigna immobiliare srl, amministrata dal costruttore romano, è datato primo dicembre 2015: 125mila euro. La stessa somma che sarà accreditata il 12 febbraio 2016. Beneficiaria sempre Più voci: «Associazione - scrive l'aggiunto Paolo Ielo - riconducibile al partito politico Lega Nord, quale sua diretta emanazione e comunque costituente una sua emanazione». I contributi, ha verificato la procura, sono stati erogati senza una delibera dell'organo sociale della Pentapigna immobiliare e non sono stati iscritti in bilancio.

L'OPUSCOLO DEL PD - È stato pagato attraverso due bonifici bancari, da 100mila e 150mila euro, lo studio commissionato dalla Pentapigna srl alla fondazione Eyu, alla vigilia delle ultime elezioni politiche. «Case: il rapporto degli italiani con il concetto di proprietà», poche pagine che, per i pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli, servivano a giustificare il passaggio di denaro. Un vero e proprio finanziamento camuffato. I soldi alla fondazione dei dem sono arrivati alla vigilia delle ultime politiche: il primo bonifico l'1 marzo 2018, il secondo il 5 dello stesso mese. A rischiare il processo anche Gianluca Talone, commercialista di , accusato di avere stilato «il finto contratto di consulenza»; e Domenico Petrolo, componente del dipartimento Cultura e formazione del Pd e responsabile delle relazioni esterne a Fund Raising della fondazione Eyu. Per Petrolo e Bonifazi c'è anche l'accusa di false fatturazioni: per il finto studio, Eyu ha emesso una fattura, consentendo così al costruttore di evadere le tasse.