Tre nodi irrisolti e dieci nuovi positivi: la Serie A resta ai blocchi di partenza

08/05/2020 15:58

Dopo il confronto tra Figc e Comitato tecnico scientifico del governo, tre domande rappresentano un serio ostacolo alla ripresa della Serie A: cosa succede in caso di un nuovo positivo, dove trovare i tamponi per tutti e come mettere in sicurezza non solo gli atleti, ma tutti quelli che li circondano.

La relazione finale sul protocollo finirà prima sulla scrivania del ministro della salute Speranza. L'unico momento di tensione dell'incontro di ieri è avvenuto tra il professor Paolo Zeppilli, che aveva firmato il protocollo della Figc bocciato dagli scienziati, e Maurizio Casasco, della federazione medici sportivi. La prima delle questioni irrisolte riguarda le sanificazioni di ambienti, mezzi di trasporto, spogliatoi, spazi comuni. Poi c'è il numero di tamponi (Casasco chiedeva un test ogni 4 giorni per ogni giocatore). Infine, cosa fare in caso di positività durante gli allenamenti o le partite: bocciato il modello tedesco, che permetterebbe di isolare il solo contagiato («Qui l'approccio è diverso»).

Con la nube dei contagi ancora così viva, il rischio è che l'ostacolo alla ripresa diventino le Regioni, pronte anche a vietare l'ingresso ai residenti in Lombardia o Piemonte. Così la Serie A ha studiato un "Piano B": già stati stipulati accordi con stadi di Serie B idonei: Empoli, e Benevento sarebbero all'occorrenza i campi "neutri" designati.  

(La Repubblica)