Si gioca a Tirana ma si blocca Roma: «Si dimetta il questore»

25/05/2022 08:52

La finale si gioca in Albania. Ma, mentre Tirana invita i suoi residenti a lasciare la macchina a casa e prendere i mezzi pubblici, è Roma a bloccare bus e tram. Stop al servizio dalle 22 di oggi fino alle 3 di giovedì. Nulla di nuovo, il blocco è stato già applicato il 5 maggio, in occasione della semifinale di ritorno di Conference League tra Roma e Leicester. Ma allora c'era una partita vera: la replica di questa sera, invece, va in scena con il team giallorosso a distanza di sicurezza e uno stadio riempito a prezzi popolarissimi per guardare la partita in tv.

Un caso che non è sfuggito al popolo dei social. «Siamo alla follia, reiterata», si legge su scorrendo tra i commenti alla notizia. Marco Palma, vicepresidente del Consiglio dell’XI Municipio in quota FdI, è furibondo: «Invierò un atto al sindaco. Il si dimetta». Un attacco frontale contro Mario Della Cioppa, titolare di via di San Vitale da un anno.

La tragedia di piazza San Carlo a Torino per la finale di tra e — tre morti e 1.500 feriti schiacciati dalla calca generata dall’uso di spray urticante da parte di una banda di rapinatori — ha cambiato le regole di ingaggio per i grandi raduni sportivi. Gli eventi capitolini pre-Covid, poi, hanno convinto la a bloccare gli autobus. Tanto in caso di vittoria che di sconfitta della Roma, il rischio di poter finire la nottata con mezzi vandalizzati e conducenti aggrediti ha prevalso su altri ragionamenti. La stessa ratio è stata applicata al momento di scegliere dove posizionare i maxischermi per seguire la finale di Conference League. L’effetto Torino ha sconsigliato immediatamente di puntare sul Circo Massimo. Si è così deciso di convogliare i tifosi allo stadio Olimpico, impianto già pronto a sostenere la presenza di decine di migliaia di spettatori con i suoi sistemi di prefiltraggio. E il Comune? Non interpellato. In Campidoglio ieri c’era chi si lavava le mani della questionenon ci si può opporre a un’ordinanza del ») ma pure chi storceva il naso davanti al disservizio imposto ai romani.

(La Repubblica)