Da Maldini a Totti: la vita in salita dei calciatori-mito

07/06/2023 08:07

L'addio di Paolo Maldini al Milan, ufficializzato ieri sera «con effetto immediato» è il botto: fa rumore, scatena polemiche, alimenta i dibattiti, infiamma i social, ma non può, onestamente, sorprendere. Fa male, pensando anche ai casi di Del Piero e per citare i più emblematici, ma nel football moderno i sentimenti sono confinati spesso all'ultimo posto della scala di valori. Davvero qualcuno pensava che prima o poi con Gerry Cardinale, imprenditore statunitense di origini italiane, non si sarebbe verificato uno scontro ideologico/culturale (...) Ha presentato a Maldini il conto del mercato fallimentare della scorsa estate e del quinto posto in classifica, divenuto quarto in virtù della sentenza-. Cardinale vuole giovani di prospettiva magari da rivendere a peso d'oro, Maldini preferisce i campioni pronti per l'uso e magari anche la mancanza di empatia tra i due. (...)  Non basta essere stati calciatori leggendari per proporsi come dirigenti di alto livello. In Italia parliamo di Del Piero e di , altre bandiere ammainate: dipendesse dai tifosi, sventolerebbero ancora, ma gli imprenditori seguono altre logiche. Resiste quella di Zanetti all', ma il proprietario è un cinese. La certezza è che bisogna studiare, spogliarsi dell'abito da calciatore e avere l'umiltà di ripartire da zero per candidarsi al ruolo di dirigenti top. Gli statunitensi pretendono competenze e risultati. E' l'American way: prendere o lasciare. E pensando a , riflessione finale: i Friedkin sono sbarcati a Roma nell'estate 2020 e Francesco non è ancora tornato nella casa madre.

(Il Messaggero)