La Roma a Gasp che silura Massara

25/04/2026 08:08

IL TEMPO (F. BIAFORA) - Un appoggio incondizionato per costruire la Roma del futuro. Dan Friedkin ha deciso di prendere le parti di Gian Piero Gasperini e del progetto triennale che gli era stato affidato la scorsa estate, senza cambiare per l'ennesima volta la guida tecnica. Oltre alle rassicurazioni di Ed Shipley degli scorsi giorni - le prime iniezioni di fiducia totale sono arrivate nelle call immediatamente successive alle parole pronunciate da Ranieri -, è ora tutto scritto nero su bianco. «Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, con l'obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all'altezza della nostra storia», le frasi del club sull'allenatore nel comunicato che riguardava però l'uscita del senior advisor dal mondo giallorosso.

Un sostegno arrivato non soltanto a parole, ma anche nei fatti, visto che lo stesso Gasperini aveva dato un ultimatum nei dialoghi intercorsi con la proprietà, chiarendo che una qualsiasi forma di convivenza con Ranieri era impossibile. Il piemontese, apparso nella sala stampa di Trigoria un'ora e mezza dopo la pubblicazione della nota societaria, ha certamente gradito la scelta: «C'è l'evidenza di due cose. Una la fiducia, che non mi è mai mancata da parte della società fin dal primo giorno che ci siamo conosciuti e incontrati, c'è sempre stato da parte loro questo sostegno. L'altra cosa molto importante nel comunicato è che la Roma è davanti a tutto. Le parole di Ranieri prima del Pisa? Sono dispiaciuto di non aver mai avuto la sensazione di questa situazione molto dura e forte. Non c'era mai stata alcuna avvisaglia, assolutamente. In nessun incontro, né con altri, né da soli. Questa è l'unica cosa e mi ha sorpreso molto, io non sono andato contro nessuno e non voglio essere messo sullo stesso piano. sono stato tirato dentro in queste situazioni e voglio solo parlare di calcio e di quello che si può fare per dare delle soddisfazioni».

Nel corso della conferenza Gasperini non cita mai il nome di Ranieri e taglia il discorso quando gli viene nuovamente richiesto un commento su quanto accaduto: «Le vicende sono state quelle un po' sotto gli occhi di tutti. Non è una cosa che mi sento di commentare. Ne sono stato fuori. Non partecipo a questa macchina del fango. Continuo a lavorare sulla squadra e a cercare di fare bene con il Bologna».

Altro passaggio cruciale della conferenza è quello sul direttore sportivo Massara. Le parole di Gasperini non sono da zero azero, anzi, emerge un'incompatibilità che non è in alcun modo superabile: «Più che mai c'è bisogno di lavorare di squadra. In sede di mercato l'allenatore deve fare il suo ruolo, ma deve essere complementare con il ds e devono saper lavorare insieme. Dovrebbero essere responsabili insieme, nel bene e nel male, dei risultati e della formazione di una squadra. Dovrebbero quasi viaggiare in coppia. La capacità di fare squadra è determinante. Massara è complementare con me? Ricky è una bravissima persona, ma sotto l'aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere feeling. Sempre e solo riferito alla squadra, non c'è mai stato niente di personale. Se si può andare avanti insieme lo decide la società, non io». Un discorso che, unito alle parole dei Friedkin sulla fiducia al tecnico, non può che portare ad un altro addio dopo quello di Ranieri.

La sfiducia nei confronti di Massara è stata pubblica e inappellabile dopo i tanti scontri avuti negli scorsi mesi: lavorare ancora insieme è impossibile. Gasp, sebbene i rapporti con Giuntoli e Paratici siano buoni, non ha indicato alcun nome per l'incarico di ds alla società. Ma ora il dossier della guida dell'area tecnica è quello più urgente da affrontare per i magnati texani: c'è il fardello del Fair Play Finanziario e del 30 giugno che incombe. E soprattutto c'è la prossima stagione da programmare, con la scelta di chi rinnovare tra i calciatori in scadenza e la ristrutturazione completa dello staff medico.