Aldair: "Con il Verona è una finale. Il calcio di Gasp è da Champions. Totti? Sì, gli ho complicato la vita"

24/05/2026 08:21

LA REPUBBLICA - Aldair, bandiera giallorossa, ha rilasciato un'intervista al quotidiano e ha affrontato diversi temi attuali in casa Roma. Dal 21 maggio è nelle sale con "Aldair. Cuore giallorosso". Ecco le sue parole:

Prima di tutto una precisazione: Aldair o Pluto?

«Ormai fa lo stesso, al soprannome mi sono abituato».

Si aspettava tutto questo amore, dopo tanti anni?
«Non me l'aspettavo, ne sono grato. I romanisti amano i loro giocatori come il papa».

Oggi la Roma si gioca una partita decisiva per la Champions.
«È la partita dell'anno, come una finale».

La seguirà?
«La vedrò con il mio gruppo di amici. C'è anche Sandro Bonvissuto (lo scrittore che ha seguito Aldair nel documentario, ndr)».

Cosa succede nella testa di un giocatore prima di una sfida del genere?
«C'è chi resta tranquillo, chi non riesce a dormire».

Lei che faceva?
«Io rimanevo tranquillo, neanche le finali mi spaventavano. L'unica partita che non mi ha fatto dormire è stata la semifinale del Mondiale del '94 (poi vinto dal Brasile, ndr). Sono rimasto sveglio fino alle 4».

Gasperini le piace?
«Si distingue per il suo calcio. Prima i tifosi erano divisi, ora il tecnico li ha conquistati».

Riporterà lo scudetto?
«Gasperini è l'uomo giusto, soprattutto per la mentalità. Bisogna seguire le sue idee, ma ha bisogno di altri giocatori importanti».

L'allenatore vorrebbe che Dybala restasse.
«Dybala va tenuto, è il più forte della Roma. Anche quando gioca poco, è decisivo».

Si rivede in qualcuno della squadra di oggi, per stile di gioco?
«Ndicka, anche per il modo di correre. Poi dico Mancini, per la voglia di andare sempre in avanti».

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Mancano giocatori come Aldair.
«Sì, ma capisco anche quanto sia difficile. Gli adolescenti ricevono subito contratti pluriennali. Serve umiltà, riconoscere quando si hanno davanti compagni più
forti
».

Quando ha ceduto la fascia da capitano a Totti, lei ha fatto proprio questo.
«Sì, Francesco un po' se lo aspettava. Non disse niente, me lo fece capire con lo sguardo».

Una grande responsabilità.
«Gli ho complicato la vita (scherza, ndr): più responsabilità più interviste, i discorsi con la proprietà».

Ora Totti sta cercando di tornare alla Roma.
«Non ora. Da sempre».

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