10/05/2026 07:21
Gian Piero Gasperini da Grugliasco lo sa bene: servono nove punti, e non è detto che bastino. Si concentra sulla squadra e sul risultato di oggi al Tardini contro un Parma ormai salvo e pericolosamente tranquillo. Ma sa pure che, davanti a lui, si sta disegnando il futuro della Roma. Con la Champions o senza, ma l'obiettivo comune è unico: rendere forte la squadra, ribadendo con forza il concetto «con le mie idee». Chiaro. Cosa scegli a fare un allenatore come lui se poi non lo ascolti? Su qualche idea, è stato assecondato: sono andati via Ranieri e sta per farlo Massara, i Friedkin gli hanno messo in mano le chiavi di Trigoria. La strada è spianata e i concetti chiari. [...] L'impressione è che in questo momento di incertezza in società, con la mancanza di un nuovo ds, la Roma sia in ritardo per la programmazione del futuro. Gasp comunque ha sempre sostenuto che l'attuale rosa non vada smantellata ma ritoccata. «Che questo sia un gruppo valido lo dimostrano i risultati di quest'anno, le reazioni
che ha avuto in tutto il campionato. Nei momenti di difficoltà ha sempre reagito e fatto buoni risultati, si è tenuta in posizione alta di classifica. Per il resto si vedrà quest'estate, io sono dell'idea che bisogna sempre migliorarsi e mettere elementi che possono portare valore aggiunto. Se mi guardo intorno non ci sono società che stanno marciando così velocemente». Gasperini non sorprende né si sorprende all'idea di vedersi privare di alcuni big, ad esempio Koné. «Nel calcio moderno l'incedibile non esiste più, forse solo nelle squadre top mondiali. La differenza la fa sempre l'aspetto economico. Di fronte a offerte irrinunciabili tutti, tranne pochissimi esempi, sono rinunciabili. Ma questo tipo di offerte sono rarissime. Koné è un giocatore forte, mi piacerebbe averlo anche la prossima stagione, dunque spero continui a giocare per la Roma. Poi di fronte a un'offerta di quel tipo, una cessione ti può consentire di fare altre cose. Mi sembra un discorso che fila, e che vale per tutti». Tutti, dunque, anche per uno come Soulé, che definisce «un giocatore importante». Oggi in campo al Tardini ci sarà proprio Matias dietro a Malen, con Cristante (o Pisilli) nel ruolo di secondo incursore. La formazione è quasi scontata, compresa la presenza di Mancini diffidato e pericolante in vista del derby. Gasp non conosce la parola «riposo», quindi dentro chi ha giocato con la Fiorentina, gli altri saranno ingressi secondari. [...]
(Il Messaggero)