19/05/2026 07:34
Claudio Ranieri non è stato, per la Roma, solo una bandiera e un punto di riferimento. Ma anche un buon profeta. Una sua frase, dello scorso anno, è stata una sentenza. "Il prossimo allenatore della Roma? All'inizio forse non vi piacerà, ma sarà un grande dispiacere quando deciderà di andarsene". Si riferiva, senza svelare le piste e le intenzioni, proprio a lui, al suo erede designato: Gian Piero Gasperini. Non poteva certo sapere come sarebbe invece finita la loro storia personale. (...) Tra battute taglienti del pilota bergamasco e per nulla gradite al popolo giallorosso. L'ultima, la più difficile da digerire, a proposito del malore di Ndicka a Udine, che aveva portato alla sospensione della gara. "A noi è successo per motivi seri, non per un codice giallo". Tutto questo senza immaginare che proprio il difensore sarebbe un giorno diventato una sua colonna e perché - allora - la "sua" Atalanta e la Roma erano concorrenti dirette per la Champions. Già, la Champions, la sua lucida ossessione,
inseguita e raggiunta per cinque volte su nove in nerazzurro. (...) Tra il presidente giallorosso e il nuovo allenatore è stato invece un colpo di fulmine. Con una stretta di mano capace di sancire un patto indissolubile, ribadito in questi ultimi due mesi, e con il Gasp pronto addirittura - nell'estate più calda per le panchine - a dire no alla Juventus, capace di tentarlo in corsa. (...) Dall'avversione alla diffidenza, dal gelo al calore, dalla stima all'innamoramento, il processo si è consumato così rapidamente che nessuno - neppure lui, probabilmente - poteva immaginarlo. Dieci mesi dopo Gasperini non solo è riuscito a farsi accettare, ma lui - di Grugliasco, meno di tremila anime a pochi chilometri da Torino - si è scoperto molto più romano di quanto potesse sospettare. (...) È davanti una carbonara, che si è consolidato anche il suo rapporto con Francesco Totti. Ci sarà spazio per il capitano nella "nuova" Roma? Sarebbe l'asso nella manica per il centenario? Di sicuro per Gasp sarebbe un alleato. Un peccato che non sia andata altrettanto bene con Ranieri. (...) Non è solo per questo, però, che i tifosi della Roma, lo hanno eletto a proprio beniamino, riconoscendo in lui un professionista serio, scrupoloso, preciso fino a essere pignolo. Apprezzando soprattutto e giustamente un ambizioso come loro, un Mourinho all'italiana per le continue richieste di mercato, la postura a bordo campo, una corsa sotto la Sud e la voglia irrefrenabile - come lui stesso ha detto dopo il derby - di puntare a vincere. È per questo che ha chiesto, e ottenu-
to, calciatori come Wesley e Malen, è per questo che
metterà tutti sotto pressione, in vista di una gara tutt'altro che già scritta col Verona. Ma i suoi lo sanno e hanno imparato ad accettarlo, anzi ad amarlo, anche se ogni allenamento è impegnativo - addirittura - più di una partita. (...) Giampie' o Gian Piero, d'altra parte, su questo non farà mai sconti.
(gasport)