11/05/2026 07:28
Questione di buon senso. A parlare così del caso derby della Capitale è stato ieri il questore di Roma, Roberto Massucci, forse colpito da chi, più o meno esplicitamente, se la sta prendendo con chi ha la responsabilità della sicurezza della citta, sottolineandone la possibile "colpa" nel non saper gestire due grandi appuntamenti, Roma-Lazio e la finale degli Internazionali d'Italia, nello stesso giorno, domenica 17 maggio, e nello stesso luogo, il Foro Italico. Per questo Massucci inizia così il suo discorso: «Premesso che noi siamo attrezzati per gestire qualsiasi cosa, anche eventi difficili in concomitanza, mi sembrerebbe però di buon senso non far giocare nello stesso giorno degli Internazionali di tennis, che sono diventati un evento mondiale, una sfida altrettanto importante come il derby».
L'ipotesi che continua a prendere quota, proprio per la perplessità di Questura e Prefettura, è dunque quella di far giocare il derby lunedì 18 maggio alle 18 visto che le sfide tra le due squadre di Roma non si possono più giocare in notturna, sempre per ragioni di ordine pubblico. E con i giallorossi impegnati nella corsa Champions verrebbero in automatico spostate a lunedì le gare della penultima di campionato di tutte quelle squadre a caccia di un posto nel torneo più importante d'Europa, quindi Juventus (che ospita la Fiorentina), Milan (in trasferta contro il Genoa), Como (impegnato in casa con il Parma) e teoricamente, se non dovesse fare punti questa sera, anche Napoli (che giocherà a Pisa). Quello di lunedì alle 18 è però un orario che non piace affatto ai tifosi (tanto più quelli delle squadre coinvolte solo di riflesso in questo tetris) e ai club, considerato pure che non è nemmeno previsto negli slot dei diritti tv. Per questo la Lega Serie A nei giorni scorsi, attraverso il suo presidente Ezio Simonelli, aveva parlato delle 12.30 di domenica come unica soluzione possibile. [...]
Se ci sono tante perplessità sulla giornata di domenica è perché si ritiene il derby una gara diversa da qualsiasi altra sotto il profilo dell'ordine pubblico, una partita in cui il rischio scontri intorno allo stadio è sempre (troppo) elevato. Stavolta il deflusso dei tifosi andrebbe a impattare con l'ingresso degli appassionati di tennis (la finale è in programma alle 17), molti dei quali stranieri. Sono ore di attente valutazioni. Domani, quando la Lega formalizzerà il calendario, avremo il quadro molto più chiaro.
(Gasport)