Roma, folle rimonta. Malen è l'oro di Gasp

11/05/2026 07:35

Ma di cosa vuoi parlare, dopo una partita cosi? Di aspetti tattici? Ha ragione Vasco Rossi, inutile trovare un senso a questa gara che è stata un luna park, perché un senso non ce l'ha. La Roma prima la perde dopo aver dato la sensazione di controllarla, poi la vince ribaltando il Parma in pieno recupero. Due minuti e 41 secondi: tra le cose che si possono fare, in questo lasso di tempo così ristretto, da ieri c'è anche passare dal 2-1 al conquistarsi il rigore del 2-3, grattando tre punti incredibili e insperati che valgono l'aggancio al Milan in classifica, con i rossoneri ancora avanti per gli scontri diretti. Merito (molto) di Rensch, onesto olandese di fascia entrato in campo giusto per agitare la fascia sinistra. All'apparenza, un cambio come un altro. Macché: prima ha trovato il 2-2 con un destro dal limite, poi si è conquistato il rigore che l'arbitro Chiffi - contestatissimo da entrambe le squadre - ha concesso dopo revisione Var. La foto da prima pagina è la sua, ma dentro questa partita ci sono tanti album da sfogliare. C'è un Malen che ha fatto e disfatto: alla fine della fiera il rigore del 2-3 è pesantissimo e cancella i due errori evidenti solo davanti a Suzuki, ancora sull'1-1. Era stato sempre lui, dopo 22' del primo tempo, a mandare avanti la squadra di Gasperi-ni, legittimando la superiorità espressa dai giallorossi. Siamo a 13 gol in 16 partite di campionato: numeri da campione.

Altro album, Paulo Dybala: tornato titolare dopo 105 giorni, è entrato in quasi tutte le azioni da gol della Roma, compreso l'assist per Malen e il pallone del palo offerto a Soulé. «Il derby (la prossima giornata, ndr) potrebbe essere la mia ultima partita davanti ai tifosi della Roma - ha detto -. lo non ho preso nessuna decisione, ma questo dice il contratto». È un messaggio alla società, un modo per «stanarla»: lui vorrebbe restare e Gasp vorrebbe tenerlo («sarei contento di vederlo ancora qui l'anno prossimo», ha confermato il tecnico), ma dai Friedkin fin qui un silenzio tombale (e mica solo su Dybala). [...]

(Corsera)