22/07/2026 11:36
Prima i turchi, ora gli arabi. L'ora del sì, s'è trasformata in un altro sorpasso. Clamoroso, addirittura più di Greenwood, perché stavolta per Summerville era veramente tutto fatto.
Anche le ultime resistenze del West Ham erano state piegate nella serata di lunedì a suon di rilanci e di milioni, il calciatore dopo un lungo tira e molla aveva detto di si, accettando una proposta da 4,2 milioni che rientrava nei paletti finanziari di Trigoria. C'era addirittura un volo privato prenotato a Rotterdam per portare il calciatore nella Capitale, a dimostrazione di come all'interno del club, Gasperini in primis, fossero certi della buona conclusione dell'affare. Poi qualcosa è cambiato nella mattinata di ieri. La Roma è stata contattata dagli agenti del ragazzo che l'hanno informata sulla proposta dell'Al-Hilal. Ora le cifre andranno confermate ma se Summerville andrà a giocare in Arabia per 15 milioni all'anno e il West Ham si vedrà recapitare nelle sue casse la cifra monstre di 70 milioni, c'era veramente poco da fare: tre volte lo stipendio offerto dal club giallorosso, il 40% in più a livello di proposta al club. Mancherebbe l'ultimo step: il sì del ragazzo. Versioni contrastanti sino a tarda serata tra chi assicurava come Summerville fosse già a Ryad per effettuare le visite mediche e intermediari che garantivano come stesse ancora pensando se accettare o meno. A Trigoria filtra gran pessimismo, il calciatore è dato come perso. Inutile girarci intorno, la delusione nel caso ci fosse la conferma in giornata, è forte. Summerville era considerato l'elemento ideale per alzare il livello tecnico della squadra, vederselo soffiare sul traguardo è inevitabilmente un brutto colpo. Anche perché il suo mancato arrivo si va a sommare prima alla telenovela Greenwood e poi al mancato rinnovo di Celik con Pellegrini che al 22 luglio ancora attende di rimettere piede dentro Trigoria, nonostante Gasp non perda occasione per chiedere il prolungamento. E nel frattempo rischia di sfumare anche Garnacho. L'argentino dopo aver aspettato invano la Roma per un paio di settimane, è adesso in trattativa con l'Aston Villa che ha una forte disponibilità finanziaria avendo venduto per 117 milioni di sterline Rogers al Chelsea, proprietario del cartellino dell'ala ed è disposto ad accontentare i Blues comprando il calciatore offrendo un prestito con obbligo di riscatto che fa tutta la differenza del mondo. Non è un momento facile per il ds D'Amico al quale, per Summerville, si può imputare veramente poco a fronte dei milioni arabi. Vien da sé che serve una reazione. Un calciatore che possa far dimenticare le delusioni di questo avvio di mercato e regali a Gasperini l'esterno di piede destro che gioca a sinistra che l'allenatore chiede dalla scorsa estate. Il tempo non manca e i calciatori ci sono, a partire da Nusa. Il norvegese per costi è un'operazione molto simile a quella sfumata per Summerville. Anche per lui il Lipsia chiede almeno 50 milioni. La concorrenza è alta: l'ala norvegese fa gola in Premier anche se finora nessuno ha affondato i colpo con il club tedesco. Monitorato anche il connazionale Schjelderup che però, almeno per adesso, viene considerato un piano B. Tradotto: la Roma punta ancora in alto, ad una prima scelta, ad un calciatore che possa rompere gli equilibri nel nostro campionato. Per D'Amico lo sarebbe anche Moreira che però, pur potendo giocare in 4 ruoli, di partenza sarebbe l'esterno della linea a quattro in mediana. Nel tridente a Gasp serve un calciatore diverso, dal dribbling secco, che sappia regalare la superiorità numerica e che abbia gol nelle gambe: Nusa sarebbe l'ideale, un profilo accantonato ad inizio mercato quando il Lipsia ha chiesto 60 milioni, sperando di alzare ulteriormente la posta grazie ad un Mondiale da protagonista del calciatore. La Norvegia è andata avanti nel torneo, arrivando a giocarsi la semifinale contro l'Inghilterra ma paradossalmente Nusa, dopo il gol alla Costa D'Avorio, ha pian piano perso spazio e minutaggio a favore proprio di Schjelderup. Una cosa è certa: al 22 luglio, serve una svolta. Possibilmente in tempi rapidi.
(Il Messaggero)