14/07/2026 07:33
IL TEMPO (D. CAPEZZONE) - Con una frase da gran signore e da vero uomo di sport, l'allenatore giallorosso Gian Piero Gasperini ha teso la mano ai laziali, mostrando di comprenderne lo stato d'animo. Complimenti sinceri, Mister. La realtà è che a Roma sta accadendo qualcosa che ormai non ha più a che fare solo con il calcio, ma con la circolazione delle idee e con il giudizio (sempre meno buono) che i cittadini hanno il diritto di farsi sul funzionamento del sistema dei media. Com'è noto a chi legge Il Tempo, da mesi i tifosi della Lazio sono impegnati in una legittima e civilissima campagna per essere ascoltati dal vertice della loro società.
Il nostro giornale, con Luigi Bisignani e le firme dello sport, ha raccolto questa richiesta e l'ha rilanciata, dando voce a tutte le voci, e ponendo con garbo 10 domande al presidente Lotito. Quesiti che hanno a che fare con i nodi cruciali del progetto, delle risorse, del futuro della Lazio. Non solo. A più riprese, Bisignani e io stesso, oltre che i numerosi partecipanti a un dibattito che dura da oltre due mesi, abbiamo offerto al proprietario della Lazio una serie di consigli costruttivi: ricreare un clima positivo, attrarre intelligenze, non sottovalutare i sentimenti dei tifosi. Certo che - giuridicamente - conta il diritto di proprietà, ci mancherebbe altro. Ma proprio il titolare di un bene speciale come una società di calcio avrebbe tutto l'interesse a essere collettore di emozioni positive, non solo di ostilità.
Sta di fatto che nessuna risposta reale è giunta. Anzi, quando i tifosi si sono mobilitati (prima a Ponte Milvio, una cosa epica, 30mila persone, e poi sabato scorso al Teatro Manzoni, offrendo altre idee di cui far tesoro), dalla società è giunta una scelta kamikaze: organizzare una sorta di «controprogrammazione» per oscurare gli eventi. Risultato? Tifosi sempre più arrabbiati e delusi. Il resto dei media, con l'eccezione di questo giornale e di pochissime altre voci, ha completato l'opera, con una censura che ormai è più sciocca che grottesca. Sciocca perché non funziona più: del tema parla tutta la città, com'è facile constatare entrando in un bar o salendo su una metro. A proposito: sono disponibile a fare un giretto in città insieme con qualche scettico (del sistema mediatico o della stessa società Lazio) per verificare insieme la reazione della gente.
E allora che effetto produce questa censura? Di minare la già traballante credibilità di certi media. Il Tempo si conferma una tribuna di libertà per ascoltare tutte le opinioni, con rispetto e senza filtri. Stamattina proprio Luigi Bisignani propone ai lettori di inviarci nuovi contributi costruttivi di idee. Per il resto, riporteremo correttamente anche la versione della società Lazio, come abbiamo sempre fatto, ma abbiamo il dovere di avvisare tutti che il tempo sta scadendo. Qualcuno pensa di riuscire a censurare il prevedibilissimo flop della campagna abbonamenti? O l'Olimpico che resterà tristemente vuoto nelle partite in casa? O gli spicchi di stadio che invece saranno stracolmi quando la Lazio giocherà in trasferta?
Meglio aprire gli occhi. Per evitare di comportarsi da ultimi giapponesi mediatici del lotitismo.